Senza Parole.

Apro una rubrica che chiamerò “Senza Parole”.  Una mia amica mi ha indicato una serie di siti, di mascolinisti, dove emergono delle colossali castronerie, che io non commenterò, perché non hanno bisogno di commenti, “Senza Parole” appunto.

In teoria dovrebbero occuparsi dei diritti degli uomini, ma in realtà diffondono stereotipi e luoghi comuni sessisti, manifestano disprezzo e odio nei confronti delle femministe e verso gli uomini che loro chiamano “zerbini” colpevoli, dal loro punto di vista, di non essere maschi abbastanza da odiare le femministe. Sono paranoici, odiano i dati oggettivi, la coerenza e la logica e dimostrano un chiaro disprezzo per la pluralità, la democrazia e la diversità.

Dal forum: questione maschile.

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Ho fatto anche io una ricerca su youtube. 🙂

 

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Crescere a Pornland

il ricciocorno schiattoso

Una traduzione da Growing Up in Pornland: Girls Have Had It with Porn Conditioned Boys

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“[Voglio] una migliore educazione per quanto riguarda il sesso, sia per i ragazzi che per le ragazze, informazioni sulla pornografia, e il modo in cui promuove pratiche sessuali pericolose.”

Queste sono le parole di Lucy, 15 anni, una delle 600 ragazze australiane che hanno partecipato ad un sondaggio appena pubblicato e commissionato da Plan Australia e Our Watch. Il sondaggio, condotto da Ipsos, ha raccolto le risposte di donne di età compresa tra i 15 e i 19 anni residenti in tutti gli stati e territori.

Nel rapport, dal titolo Don’t send me that pic, le partecipanti hanno riferito che gli abusi sessuali on-line e le molestie sono endemiche. Oltre l’80% ha dichiarato che è inaccettabile che i fidanzati richiedano loro immagini nude.

Il bullismo e le molestie sessuali sono parte della vita…

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Ravensbrück: il campo di concentramento per sole donne

Un Altro Genere Di Rispetto

TO GO WITH AFP STORY - Photographs of pr TO GO WITH AFP STORY – Photographs of prisoners murdered at the Ravensbrueck concentration camp for women line a wall in the “Place of Names” memorial at the camp in Fuerstenberg February 24, 2009. The “Sex Slavery in Nazi Concentration Camps” exhibition which opened at the Ravensbrueck concentration camp memorial, sheds light on the fate of women prisoners, many of which came from the Ravensbrueck camp, forced to provide sex to inmates in other concentration camps. AFP PHOTO JOHN MACDOUGALL (Photo credit should read JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Non ne avevo mai sentito parlare e sono rimasta sconcertata quando ho letto di questo campo di concentramento. Hitler, nel maggio del 1939, aprì questo lager per sole donne. Dal maggio del 1939 al 30 aprile 1945 sono passate di qui 130 mila donne, provenienti da 20 nazioni diverse e 50 mila sono morte.

Ravensbrück non è famoso. Si tratta di lager a…

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Donna curda uccisa, e sui giornali la chiamano Jolie

Blog delle donne

“Siria, uccisa in battaglia l’Angelina Jolie del Kurdistan”. Questo è il titolo con cui danno la notizia della morte di Asia Ramazan Antar (conosciuta anche come Viyan Qamışlo e dal 2014 combattente contro l’Isis con il gruppo curdo Ypj), tantissimi quotidiani italiani, inclusa La Repubblica. Anche giornali stranieri autorevoli, come The Independent, hanno fatto riferimento nei titoli e nei testi a questa somiglianza, come se fosse indispensabile. Il nome della donna, in molti di questi titoli, non viene citato ma viene sostituito con quello di una attrice. Ecco che nuovamente la più o meno bellezza femminile sostituisce le reali qualità della persona, come nel caso delle arciere campionesse olimpiche che sono diventate, su una testata, delle “cicciottelle”. E’ morta una donna, una combattente, una ragazza coraggiosa o forse semplicemente costretta dagli eventi e da una storia che non le ha risparmiato nulla a imbracciare le armi per difendere se stessa…

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Stereotipi e violenza domestica

il ricciocorno schiattoso

Qualche giorno fa ho tradotto un articolo pubblicato da The Guardian dal titolo “Lawyers use victim-blaming language in domestic violence cases, says report”, che denunciava il linguaggio usato dagli operatori dell’amministrazione della giustizia per descrivere i casi di violenza domestica, condito di stereotipi ed espressioni atte a minimizzare la responsabilità del perpetratore e colpevolizzare le vittime.

A proposito del peso che gli stereotipi hanno nelle aule dei Tribunali, vorrei sottoporvi una sentenza pronunciata dalla Corte di cassazione lo scorso nove febbraio, con particolare attenzione alle motivazioni che hanno portato all’assoluzione di un uomo dal reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.).

maleducatoLa sentenza ci ricorda che

ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 572 cod. pen. la materialità del fatto deve consistere in una condotta abituale che si estrinsechi con più atti che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi, collegati da un…

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La balia del puttaniere

Lunanuvola's Blog

prostitution narratives

Ricordate questo libro?

Raccoglie testimonianze di ex prostitute e ne ho tradotto un brano lo scorso aprile:

https://lunanuvola.wordpress.com/2016/04/14/caro-acquirente-di-sesso

Un rifugio antiviolenza australiano (a Townsville, Queensland) decide di tenere una presentazione pubblica del testo il 21 agosto scorso. Ma all’industria del sesso a pagamento questo non piace: i loro rappresentanti locali (“Respect – Rispetto”: sarebbe tutto maiuscolo per urlarlo meglio, ma io sono sensibile ai rumori) telefonano per dire che “non sono d’accordo” e che è quindi necessario ci siano i loro volantini all’ingresso. Chi gestiva lo spazio destinato a fornire ospitalità all’evento ha con molta gentilezza acconsentito – e ha sbagliato, perché l’imposizione doveva essere educatamente e fermamente respinta. Non è che se mi metto a suonare Mozart è obbligatorio che dopo di me qualcuno suoni Salieri: intendo veicolare determinati contenuti tramite una musica specifica e se a qualcuno questo non garba può crearsi il suo spazio per dirlo o…

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Ida B. Wells e il linciaggio in America

Magic Old America

linciaggio neri America ” In malo modo il conducente del treno mi disse di alzarmi ,di cedere il mio posto ad un uomo bianco rimasto in piedi, di raccattare i miei stracci e di spostarmi nella vettura riservata ai negri, proprio accanto alla locomotiva.Rifiutai, adducendo il fatto che ero una donna e che non potevo certo respirare tutto quel fumo e che, comunque, sedevo in una vettura riservata alle donne. Allora l’uomo mi strattonò violentemente per un braccio per costringermi ad alzarmi: mi fece male e così gli morsi la mano, ficcando con decisione tutti i miei denti nella sua carne e nel contempo mi tenni aggrappata al sedile con l’altra mano, puntando i piedi contro il sedile. L’uomo mollò la presa e, maledicendomi, andò a chiamare uno dei facchini e un altro tizio che stava sul treno. Così,in tre, riuscirono a sradicarmi dal mio sedile e mi buttarono fuori dal treno, me…

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