Stereotipi e violenza domestica

il ricciocorno schiattoso

Qualche giorno fa ho tradotto un articolo pubblicato da The Guardian dal titolo “Lawyers use victim-blaming language in domestic violence cases, says report”, che denunciava il linguaggio usato dagli operatori dell’amministrazione della giustizia per descrivere i casi di violenza domestica, condito di stereotipi ed espressioni atte a minimizzare la responsabilità del perpetratore e colpevolizzare le vittime.

A proposito del peso che gli stereotipi hanno nelle aule dei Tribunali, vorrei sottoporvi una sentenza pronunciata dalla Corte di cassazione lo scorso nove febbraio, con particolare attenzione alle motivazioni che hanno portato all’assoluzione di un uomo dal reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.).

maleducatoLa sentenza ci ricorda che

ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 572 cod. pen. la materialità del fatto deve consistere in una condotta abituale che si estrinsechi con più atti che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi, collegati da un…

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