Barbe Nicole Clicquot Ponsardin.

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Nel 2010, al largo dell’ isole Aland, (Finlandia) nel Mar Baltico, alla profondità di 55 metri, nella stiva di una nave, vengono alla luce, 46 bottiglie di champagne “Veuve Clicquot “ 1839. L’assaggio rivelò un vino ancora gradevole anche se senza perlage. Una delle bottiglie fu messa all’ asta e acquistata per 30.000€ la cifra più alta mai raggiunta da uno Champagne durante un’asta.

Il responso dell’analisi è stato che “Veuve Clicquot”  ottocentesco contiene elevate concentrazioni di ferro e rame, ha una minore gradazione alcolica rispetto alle versioni odierne (circa 9,5% invece che 12,3%) e ha un sapore molto dolce.

Questo dipende da alcune differenze tecniche, della pratica della vinificazione, per esempio  l’uso di lieviti non selezionati, rispetto a quelli moderni che ti permettono di sfruttare al massimo lo zucchero.

Nei campioni è stata registrata una concentrazione di zucchero di oltre 140 grammi per litro: per avere un metro di paragone, oggi negli spumanti dolci più comuni il valore si aggira sugli 80 grammi per litro.

Extra brut – < 6
Brut- < 12
Extra Dry 12-17
Dry- Abboccato 17-32
Demi sec – Amabile 32-50
Dolce 50-80

Questo conferma che fino ai primi del 900, gli champagne erano molto dolci.

Ma chi era questa “Vedova Clicquot”?

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Barbe Nicole, figlia di  Nicolas Ponsardin , un ricco commerciante di Reims; Barbe (il cui nome, significa “polveriera”) Nasce nel 1777, cresce a Parigi negli anni della Rivoluzione.

A 20 anni sposa François Clicquot dal quale nel 1799 ha una figlia, Clémentine.

Si trasferisce a Reims nel castello di famiglia, vicino ai vigneti di cui si occupa il marito. Non si sente portata per la vita mondana,  non frequenta salotti, non fa nulla, insomma, di ciò che il suo lignaggio le imporrebbe per tradizione.   La sua passione è la produzione di vino, che l’assorbe completamente. Il marito è quasi sempre assente, segue gli eserciti di Napoleone con carri di vino per farlo conoscere nelle corti europee.

Ma la tragedia incombe: è il 23 ottobre 1805 quando François muore, lasciando moglie, figlia e azienda. Barbe ha 27 anni: davanti le si apre un baratro.

Prenderà in mano l’azienda di famiglia, assistita dall’amica  Louise Bohne,  convincerà il padre di François a non abbandonare il sogno del figlio solo perché lei è una donna, convincerà suo padre ad aiutarla, ma non le banche. Rischia più volte di fallire: i banchieri non le fanno credito, forse sobillati dal concorrente Jean-Rémy Moët, che proprio in quegli anni fa sposare la figlia Adelaide Moët con  Pierre Gabriel Chandon. La figlia del più grande produttore di vino, con il figlio del più grande commerciante di vino, nasce la Moet & Chandon.

La svolta avviene nel 1811, in occasione del passaggio della cometa, produce “Le Vin De La Comète” lo lancia con il proprio marchio, “veuve Clicquot- Ponsardin”.  Veuve= vedova, mettendo ben chiaro che ha produrre quel vino è una donna.

Barbe Nicole, sarà la prima a inserire il “millesimato” nel vino-spumante, inventa la “table de remuages”. Ripiani di legno scavati e inclinati. Reggono le bottiglie contenenti il vino di “seconda fermentazione” che deve invecchiare almeno un anno per formare le bollicine di anidride carbonica. Ogni giorno le bottiglie sono ruotate manualmente di un quarto di giro per staccare i sedimenti dal vetro e farli scendere sul tappo, poi sostituito. È la “méthode champenoise” grazie alla quale il vino resta chiaro e limpido.  In pratica Madame Barbe Nicole Ponsardin  veuve Clicquot, ha inventato lo champagne come lo conosciamo oggi. Fino a quel momento, il vino-spumante era torbo e più dolce, del resto, tutti i vini erano più dolci di quelli che conosciamo oggi.

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. Barbe-Nicole riesce a mantenere segreto il metodo per  15 anni, murando le porte delle cantine e dividendo i profitti con i dipendenti. Il successo è immediato, raggiunge il mercato Russo. Acquista nuove vigne per soddisfare la domanda, acquista una “cava di gesso” per costruirci una cantina a 20 metri sotto terra.

Nel 1814, noleggia una nave, aggira l’embargo contro la Russia, e rifornisce con diecimila bottiglie la corte di San Pietroburgo. Dopo qualche anno, saranno 40 mila e ben presto le 100 mila l’anno.

Nel frattempo la figlia Clémentine, si sposa, con il conte di Chevigné, che però era un notorio giocatore e donnaiolo. Madame Barbe-Nicole, non si fidava di lui, elargiva molti denari alla figlia e al genero, ma non li permetterà mai di far parte dell’azienda, ne di mettere piede in cantina. Lui si vendicherà, scrivendo racconti erotici su Barbe-Nicole, dando credito a pettegolezzi e maldicenze sul suo conto.

Ci sono molte avventure di Di Barbe-Nicole, anche fuori dalla cantina, soprattutto con uomini più giovani di lei. L’ufficiale russo Fëdor Romanovič Ljukov, con Georg von Kesser, di 10 anni più giovani di lei e Edouard Werlé di soli 21 anni di età, che aveva assunto come praticante – 23 meno di Barbe Nicole, che a quel tempo ne aveva 44 anni. Ma in queste storie è difficile capire dove sta la verità oppure  le, dicerie e le maldicenze diffuse dal genero.

Barbe-Nicole, terrà per molti anni una fittissima corrispondenza con un misterioso “Cavaliere Teutonico”. Oggi sappiamo che questo Cavaliere Teutonico in realtà era la duchessa  Dorotea, di Curlandia.

Nel 1843 Barbe-Nicole si ritira nel castello neo-rinascimentale di Boursault,  lasciando la direzione a Edouard Werlé e alla nipote Marie-Clémentine .

 

Prende la direzione della Clicquot, a 27 anni, un’azienda che vendeva 100 mila bottiglie l’anno. Dopo quasi 40 anni lascia un’azienda che vende più di 750 mila bottiglie l’anno.

Barbe-Nicole costruisce un impero, mentre fuori infuria la guerra e la Francia cambia: la Rivoluzione, l’ascesa e la caduta di Napoleone, il ristabilirsi della monarchia e l’avvento di Napoleone III sono i grandi eventi che s’intrecciano al suo destino.

Sosteneva che le donne, rimangono bambine, e devono diventare indipendenti e adulte. Incoraggia le vedove Louise Melin Pommery , Apolline Henriot  e Adèle Jouët Perrier a gestire anch’esse le imprese ereditate dai rispettivi mariti e saranno le prime a conoscere il metodo di Barbe-Nicole . Costituisce fondi per l’impresa femminile. Di se dirà, che ha fatto, solo:  “ciò che gli uomini hanno sempre fatto.”

Muore a 89 anni, nel  1866. Sepolta a Reims  nel  cimetière du Nord.

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Ingresso della Cantina a Reims

 

Fonti:

https://fr.wikipedia.org/wiki/Barbe-Nicole_Clicquot-Ponsardin_Veuve_Clicquot

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/barbe-nicole-clicquot-ponsardin/

https://it.wikipedia.org/wiki/Veuve_Clicquot_Ponsardin

http://www.veuve-clicquot.com/

Bibliografia:

FREDERIQUE CRESTIN BILLET-Veuve Clicquot La Grande Dame De La Champagne

DUILIO CHIARLE – Storie Di Vino.

GISELA BOCK – Le Donne Nella Storia.

GEORGES DUBY, MICHELLE PERROT – Storia Delle Donne In Occidente: L’ottocento

 

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Una risposta a Barbe Nicole Clicquot Ponsardin.

  1. cristinadellamore ha detto:

    Grande donna. E stasera vuol dire che stapperemo una bottiglia del suo latte

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