Il gioco della Campana.

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Io appartengo a una generazione che da bambina ha giocato spesso al “gioco della campana”.

È il gioco più antico e diffuso in tutto il mondo, ho letto da qualche parte che si tratta di una dimenticata pratica astrologica, di una rappresentazione allegorica, in cui il sasso che rappresenta l’anima, partendo dalla terra, (base) arriva in cielo (meta).

Nella “piazzetta” dove ci si ritrovava per  giocare alla campana,  abitava una signora anziana, che a noi sembrava molto vecchia. Alcune di noi avevano paura, dicevano che era una strega, alcuni maschi più grandi la prendevano in giro, lei rispondeva con maledizioni e segni strani. Nei periodi estivi, si metteva a mangiare il cocomero, (anguria) affacciata alla finestra e sputava i semi in testa ai passanti. Qualcuno la brontolava, altri facevano finta di nulla.

Ma quando si giocava alla campana, lei ci seguiva divertita, poi  urlava: “Orzo, menta o anice?” e lanciava di sotto dalla finestra una manciata di caramelle, che noi le raccoglievano prima di scappava.

Questa signora si chiamava Nella, viveva da sola, non aveva ne amici e forse nemmeno parenti.

Era vedova, il marito era “disperso” nella guerra in Albania.

Giugno del 1944, gli americani, iniziarono una serie di bombardamenti aerei, su strade, ponti,  ferrovie e stazioni, per bloccare la ritirata dei tedeschi.  I bombardamenti erano stati preceduti da una serie di sabotaggi alle linee telefoniche ed elettriche da parte dei partigiani.

Il bando del maresciallo nazista Albert Kasselring dava alle sue truppe questi ordini:

“Costituire una percentuale di ostaggi, in quelle località dove risultano essere bande armate e passare per le armi detti ostaggi tutte le volte che nelle stesse località si verifichino atti di sabotaggio. Compiere atti di rappresaglia, fino a bruciare le abitazioni nelle zone dove siano sparati colpi d’arma da fuoco contro reparti o singoli militari germanici. Impiccare nelle pubbliche piazze quegli elementi responsabili di omicidi e capi di bande armate.”  ( G. Battaglia- storia della resistenza Italiana- Einaudi-1953)

 Ai fascisti locali fu affidato l’incarico  di scegliere gli ostaggi.

Fu in questa circostanza che per la prima volta la popolazione assisteva al prelevamento e all’arreso di donne; mogli, madri e figlie di ricercati e  renitenti alla leva, in poche ore furono arrestate circa 60 persone.

Una quarantina di persone furono rinchiuse nelle celle della locale caserma dei carabinieri, tutte in piedi per mancanza di spazio, fu negato a loro cibo e acqua. Dopo due giorni “Nella”, fu prelevata e portata in una stanza più appartata, le tagliarono i capelli e fatta denudare, fu violentata, da un numero imprecisato di persone. Testimoni, riferiscono di aver sentito le urla di “Nella” per tre giorni e tre notti. In seguito, creduta morta fu “scaricata” in una fossa di scolo lungo una strada di campagna.

Un contadino che aveva assistito alla scena le presta il primo e unico soccorso. “Nella”; è stata una delle poche sopravvissute alla retata del 44. (8 sopravvissuti su 60) gli altri perirono nei campi di concentramento  in Germania.

Nel 1944 “Nella” aveva 34 anni.

Non ricordo di che colore avesse gli occhi, morì nell’inverno del 72, sola, come era stata gran parte della sua vita.

Quando passo dalla “piazzetta”, attendo per sentire  ancora quella voce che diceva: “Orzo, menta o anice?”

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2 risposte a Il gioco della Campana.

  1. Dave Brick Pinza ha detto:

    E’ in risposta alle dichiarazioni della nostra Miss Italia? E’ veramente triste sapere che le nuove generazioni ignorino del tutto le brutalità delle guerre e i crimini perpetrati da fascismo e nazismo.

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