Sarà una risata che vi seppellirà.

MG_0532-una-risata

Mi stavo preparando al “letargo”, mettendo in ordine la libreria, tirando fuori i numerosi libri, che ho acquistato e  non ho mai letto, che non ricordo di averli letti o quelli letti e riletti ma è bene rileggerli ancora.

A proposito! Se non sbaglio, è oggi, 10 settembre, che esce il nuovo libro di Olga Ricci- TOGLIMI LE MANI DI DOSSO.- Rivolgetevi alla vostra libreria di fiducia, o edicola, come nel mio caso, io abito in un piccolo centro, dove c’è solo una piccola edicola ma che riesce a trovarmi tutti i libri che desidero.

Dicevo: mentre mi preparavo mentalmente al “letargo”, la mia amica Riccio, dal Web, mi stimola come spesso accade con un suo post. DONNE, BICICLETTE E ANIMALI DOMESTICI.

Sapevo fin dall’inizio, che ci sarebbe stato un certo tipo di commento, lo aspettavo e non si è fatto attendere, ed è questo di Eli con allegata la bella risposta di Riccio.

Cattura

Per sapere di cosa si tratta vi consiglio di leggere il post e i commenti, da parte mia eviterò di ripetere quello che ho già detto, nei citati commenti e mi rivolgo a Eli alle tante Eli che incontriamo spesso.

“da donna, non mi sento offesa da questa pubblicità, anzi sono scoppiata a ridere perché mi sono venute in menti quelle fidanzate rompiballe e petulanti (e purtroppo di donne così ce ne sono tante) e che da donna appenderei al muro pure io!”

Primo: non so cosa ci possa trovare da ridere Eli, perché molte donne finiscono davvero “appiccicate” al muro.

Dati Istat ci dicono: La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso. 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.

Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

E certamente qui non sono conteggiati, gli schiaffi, sputi, pedate e le violenze verbali, che molte donne subiscono quotidianamente.

E qui mi voglio togliere un sasso dalle scarpe, perché c’è da camminare e mi rivolgo soprattutto agli uomini, per informarli che le donne non sono una “fica”, indicare una parte per il tutto, vuol dire negarle una soggettività, intorno a quella fica, c’è del sangue, della carne, dei pensieri, delle  emozioni, uguali precise a quelle degli uomini.

Per i più burloni, ricordo che anche usare uno dei sinonimi,( passera, gnocca, topa…) è la stessa cosa.

Ma ritorniamo a Eli, che dice: “mi sono venute in mente quelle fidanzate rompiballe e petulanti”… Mettiamola così; è giovane e illusa, non sa che ben presto anche lei diventerà “rompipalle e petulante”, salvo che non rinunci per sempre alla sua autonomia, alla sua indipendenza. Se la vita con il suo compagno è un inferno e decide di lasciarlo, diventerà “rompipalle e petulante”. Se decide di farsi una nuova vita con un nuovo compagno, diventerà “rompipalle e petulante”. Se si rifiuta di fare un pompino al capo, diventerà “rompipalle e petulante”. E potremmo continuare all’infinito, perché quello che non ha capito, non è lei, quella che ha la possibilità di attaccare le altre donne “rompipalle e petulanti” al muro, ma ha molte probabilità di finire lei attaccata al muro.

Poi ho l’impressione che veda le altre donne come antagoniste.

Ma antagoniste per cosa? Qual è la corsa cui partecipa?

Eli, non vede nessuna oggettivazione. Ma non ci spiga perché, per lei non c’è nessuna oggettivazione.

Chiara Volpato: ordinaria di Psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca autrice del saggio “DEUMANIZZAZIONE. COME SI LEGITTIMA LA VIOLENZA” (Edizioni Laterza), l’oggettivazione è una “forma di deumanizzazione che riduce l’individuo a oggetto, strumento, merce”….”Nella storia della nostra specie deumanizzare serve a pensare l’altro essere umano incompleto, animale, oggetto. Serve a compiere su di lui azioni inaccettabili in un contesto normale”.

Le oggettivazioni possibili sono molte, in contesti diversi. Ma in tutte alla donna è negata  una soggettività, sono considerate solo per il loro utilizzo a fini sessuali o per conferire status al maschio.

Eli chiude con: “dovremmo imparare ad offenderci un po’ meno,a sorridere un pò di più,sennò ogni situazione è buona per polemizzare,criticare e denunciare…siamo donne,intelligenti,sveglie e brillanti, dimostriamolo!! “

Forse Eli, immagina la vita delle femministe triste e noiosa, ma la posso assicurare che ci divertiamo molto e ridiamo spesso e di gusto,  ma questo non ci esime da fare critiche e denunce.

“..siamo donne,intelligenti,sveglie e brillanti, dimostriamolo!! “   A chi lo dovremmo dimostrare? Non basta essere consapevole?

Poi sull’essere sveglie, come ho detto in precedenza, mi sto preparando al letargo, quindi…certo sto parlando di me, che non sono nemmeno brillante, come aggettivo è riferito a una persona che risplende, che risalta per acume e intelligenza. Io sono presuntuosa, ma con un’intelligenza media, scrivo a malapena la lingua che parlo, a scuola ho raggiunto risultati modesti.

Per avere senso critico e indignarci, d’intelligenza ne basta poca.

Facevo la prima elementare,  la maestra ci diceva a noi bambine, solo alle bambine, di guardarci le punte delle scarpe. Frequentavo le superiori e abbiamo smesso di guardarci le punte delle scarpe e alzato la testa. Ora per non disturbare troppo bisogna riabbassare la testa? Assolutamente no!

095059695-75385756-82b4-495f-b505-e9ab9f7e0480

Nella vita, nel lavoro, mi è capitato di aver abbassato lo sguardo ed è stata la cosa più spregevole che abbia mai fatto. Ho promesso a me stessa,  che non accadrà più, mai più abbasserò lo sguardo  di fronte ad un uomo e non solo lotterò per una società, dove nessuno, né uomo né donna, deve essere costretto ad abbassare lo sguardo difronte ad un suo simile.

Veniamo ora alle conclusioni: Tutte queste pubblicità creative nuove e spiritose mi hanno stancata. È una pubblicità che abusa nei confronti della donna. Ci propone continuamente immagini femminili oggettivate e sessualizzate,  tutte uguali, prive di personalità. Ci propone corpi o parti di esso. Sempre giovani e belle, bambine  sessualizzate e adulte infantilizzate. Piene di allusioni e doppi sensi, tutto per farsi due risate, per non prendersi troppo sul serio.

Poi i media in genere ci mettono il loro, la presenza femminile in politica è sminuita e ridicolizzata commentando il look delle ministre o delle parlamentari.  Stabilire se sono belle o brutte, provocanti o “inguardabili”. Far notare come leccano un gelato. Tutto per non prendersi troppo sul serio e farsi due risate.

Bene! Sarà una risata che vi seppellirà.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Femminismo", sessismo. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Sarà una risata che vi seppellirà.

  1. cristinadellamore ha detto:

    Il nome della Rosa, elogio della risata (purtroppo scritto da un uomo

  2. Non vedo proprio cosa possa essere un abuso per le donne in generale, se si inseriscono queste nelle pubblicità iconografiche. Esiste certo una libertà d’espressione e tale non è certo un’offesa per nessuno, salvo solo per le altre donne che si sentono invidiose delle stesse.
    Naturalmente, bisogna far notare le ministre per la rispettiva politica e non certo per il loro aspetto, siccome quest’ultimo può essere lodevole, ma la prima nulla affatto per i cittadini. Su quest’ultimo punto bisogna fare attenzione, anche per certe pubblicità ingannevoli al primo periodo.

    • Carlotta ha detto:

      Gentile Franco, non trova nulla di male in queste pubblicità?
      Le suggerisco questo esercizio: provi a sostituire mentalmente nelle immagini le donne con uomini.
      Se le immagini fossero eque, che la persona protagonista sia donna o uomo non dovrebbe cambiare il senso del messaggio che lanciano.
      Se, invece, il “gioco di parole” che viene fatto perde l’allusione, o il significato cambia, allora c’è qualcosa che non va.
      In queste immagini, a me pare siamo nel secondo caso.

      Non centra il discorso della libertà d’espressione: si tratta di pubblicità (quindi di comunicazione che deve essere egualmente appetibile per tutti/e i/le potenziali clienti), non di un blog personale o di una rappresentazione artistica o di una rubrica di opinioni (dove invece ci si può prendere il sacrosanto diritto di essere provocatori senza stare per forze simpatici a tutti).

      Fuori strada anche l’argomento invidia: una donna che fa notare che l’immagine di un’altra donna in una pubblicità è sessista e offensiva, non è una donna invidiosa (invidiosa di cosa, poi? Dell’avvenenza e dello sguardo lascivo di una ragazza photoshoppata appesa come un salame?), ma una donna stanchissima dei commenti come quello lasciato da Lei qui sopra, e della superficialità con cui si affrontano questi temi senza mai

      Ultima domanda (per mia curiosità): se la ragazza della pubblicità dell’attrezzatura sportiva fosse sua figlia, troverebbe piacevole e divertente vederla rappresentata in quel modo?

  3. cristinadellamore ha detto:

    Ciao, nomina per te, vieni a vedere di cosa si tratta

  4. Pingback: Il porco al lavoro | il ricciocorno schiattoso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...