Il sex business. Ovvero; il libero mercato delle donne.

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Il sex business è un’attività economica in crescita nel mondo occidentale e occorre tenere in considerazione che esso non comprende solo la prostituzione ma anche l’industria pornografica, i siti internet, i telefoni erotici, il turismo sessuale e tutto ciò che ha a che vedere con la pedofilia. Il “fenomeno” di cui disponiamo poche informazioni ma che risulta essere in crescita soprattutto a partire dall’estate del 2000.

In Italia non ci sono dati precisi e univoci sul numero delle persone prostituite, ma tutti i dati sono concordi nell’indicare un crescente aumento, si passa dai 20 mila nel 2000, ai 60 mila del 2005, fino a 80 mila nel 2010. Per alcune organizzazioni, nel 2013, sono state superate le 100 mila.  

Non so se usano toni allarmistici o che altro, di fatto, è difficile da verificare per una mancanza di una omogeneità nella raccolta dati e di un modello unico.

Quindi i dati che userò sono indicativi, per illustrare un fenomeno e non per descriverlo.

Gran parte dei dati sono ricavati dal rapporto del Dipartimento  per le Pari Opportunità.

Le prostitute Italiane sono poco più del 10% delle donne prostituite e esercitano, quasi tutte in appartamenti, alberghi e locali.

  • Le ragazze che hanno subito violenza in famiglia hanno una maggiore probabilità di prostituirsi.
  • La prostituzione causa un impoverimento culturale – relazionale e non materiale (dal quale spesso deriva).
  • Oggi gran parte delle prostitute giovani non sono “professioniste”, ma tossicodipendenti.
  • In famiglie appartenenti alla piccola borghesia si tende a nascondere il fenomeno della prostituzione di un congiunto.
  • La prostituzione che non nasce da bisogni economici manda in crisi la famiglia (perché va in crisi il modello educativo).
  • Il fattore della povertà o il fenomeno della tossicodipendenza influiscono sulla scelta di prostituirsi.
  • Quando è la madre a prostituirsi, fa di tutto per tenere i propri figli all’oscuro di tutto e spesso i figli scoprono l’attività della madre da altre persone. La scoperta dell’attività della madre può portare al rifiuto della prostituzione del genitore e l’allontanamento dal nucleo familiare.
  • La donna che si prostituisce si trova senza alcun sostegno nel confrontarsi con il pregiudizio diffuso che la definisce una pessima madre.
  • Spesso sono le autorità che allontanano i figli dalla madre che si prostituisce.

“Quello che fino agli anni settanta era fondamentalmente un mercato locale della prostituzione, rimpinguato negli anni ottanta dalle vittime delle droghe pesanti che utilizzano la prostituzione come un modo rapido e efficacie per procurarsi i soldi per l’acquisto delle sostanze stupefacenti, conosce una nuova fioritura e una decisa espansione negli anni novanta con l’introduzione di giovani, molte addirittura giovanissime, donne straniere dall’America Latina, dall’Africa sub Sahariana, dal Sud Est Asiatico, dai Paesi dell’Europa Orientale e dall’Albania.” -Luisa Leonini – IL SEX BUSINESS NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

In coerenza con gli altri paesi dell’Europa occidentale, che hanno visto crescere in maniera consistente  l’offerta e tale offerta è costituita soprattutto quella delle  straniere, la prostituzione autoctona è sostanzialmente stabile.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sono più di un milione gli esseri umani trafficati per scopi sessuali, ogni anno nel mondo  e circa  500.000 in Europa.

“Per quanto riguarda la prostituzione, le ricerche e le indagini disponibili mettono in luce un fitto sistema di vincoli e ricatti a cui le donne straniere sono costrette non solo per prostituirsi ma per prostituirsi all’interno di un certo sistema organizzato, come segmenti di un’attività imprenditoriale della quale sono altri i principali beneficiari. C’è infatti il debito che le donne contraggono con le organizzazioni criminali che le fanno entrare clandestinamente in Europa e che viene esibito come la ragione che giustifica il loro sfruttamento; in Italia ciò accade soprattutto alle Nigeriane, alle quali viene sequestrato il passaporto e gran parte dei proventi connessi alla attività di prostituta, ma anche a molte donne provenienti dai paesi dell’Est Europa.

Un secondo tipo di costrizione e di violenza è connessa alle minacce di ritorsione nei confronti dei familiari rimasti in patria, o anche semplicemente al fatto di rendere pubblica, nel paese d’origine delle donne, la professione che esse esercitano nel paese di immigrazione. A ciò si aggiungono, soprattutto nel caso delle ragazze albanesi, le violenze fisiche. Nei casi migliori, e dopo il pagamento del debito, dalle indagini e dalle ricerche risulta che alle ragazze venga lasciato il 50% di quanto guadagnano e con questi soldi devono pagarsi l’alloggio, le cure mediche, il mantenimento e inviare dei risparmi a casa. Con questo meccanismo è molto difficile che una donna riesca ad affrancarsi da questo sistema di ricatti e a rendersi autonoma.”  Luisa Leonini – IL SEX BUSINESS NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

Dati generali di donne  straniere,  che si prostituiscono. ( strada, appartamento, alberghi, locali, Club privé.. ecc)

  • Grado di consapevolezza: circa l’80% delle donne non sapeva di essere destinata alla prostituzione. Il 14% delle donne che non sapevano di essere destinate alle prostituzione è stata vittima di rapimento e/o violenza sessuale nel paese d’origine.
  • Condizione lavorativa al Paese di origine: condizione di grande precarietà (disoccupazione, impieghi saltuari); solo il 10% del totale aveva un lavoro regolare e continuativo
  • Stato civile e figli: circa il 78% delle donne è nubile; il 30% ha uno o più figli.
  • Nazionalità: Nigeria 34%; Romania 22%;Albania 10%; Moldava 8%;Ucraina 6% ;Cina 5%.
  • Età: Il 96%, quando arrivano in Italia hanno meno di 30 anni. ( il 12% ha meno di 18 anni; il 56% una fascia di età tra i 18 e i 25 anni; il 28% tra i 26 anni e i 30.)

Prostituzione Straniera  in Strada.

  • Nazionalità delle donne che si prostituiscono in strada: Nigeria; Romania; Albania; Moldavia; Bulgaria; Ucraina; Polonia.
  • Il 63% delle Nigeriane ha meno di 25 anni.
  • Il 91% delle donne che si prostituiscono per strada è consapevole che senza l’uso del preservativo c’è il rischio di contrarre l’Aids e le malattie sessualmente trasmissibili.
  • Costo per una prestazione con preservativo (donne nigeriane) 20-30 euro.
  • Costo per una prestazione con preservativo (donne dell’Europa orientale) 30-50 euro.
  • Costo per una prestazione senza preservativo (donne nigeriane) 50-100 euro.
  • Costo per una prestazione senza preservativo (donne dell’Europa orientale) 100-200 euro.

Prostituzione Straniera in appartamento.

  • Rapporto tra il numero delle persone che si prostituiscono in strada e quelle che si prostituiscono in case/appartamenti è pari al 68,1%. E cioè, ogni 100 prostitute in strada ce ne sarebbero 68 in appartamento.
  • La prostituzione al chiuso risulta maggiore al Nord (soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto)
  • Le donne straniere che esercitano la prostituzione al chiuso raggiungono il 75/80% del totale per le regioni centro-settentrionali e percentuali minori in quelle meridionali (circa il 40/50%)”.
  • Fino al 2000 la prostituzione in appartamento coinvolgeva principalmente donne o transessuali italiane.
  • Dal 2000 in poi il mercato della prostituzione in appartamento è cambiato diventando un nuovo campo d’azione per le reti criminali dell’est Europa dedite allo sfruttamento della prostituzione.
  • Le nazionalità più rappresentate: Repubblica Dominicana, Colombia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Russia, Ucraina.
  • Secondo gli operatori sociali, la prostituzione al chiuso, oltre ad essere invisibile, si accompagna a forme di sfruttamento e coercizione maggiori di quelle già esistenti sulla prostituzione in strada.
  • La prostituzione in appartamento è concentrata soprattutto in zone ad alto indice di degrado, dove si riduce il rischio di esposto da parte dei vicini. Annunci e pubblicità su Internet è il canale più utilizzato per creare ponte tra i clienti e le ragazze.

Prostituzione Straniera  nei locali.

  • Diffuso pendolarismo: una donna resta nello stesso locale da una settimana a due mesi.
  • Orari vanno dalle 22 alle 3-5 del mattino, oppure dalle 23 alle 6.
  • Tariffe: in un circolo vanno dai 15 euro per 20 minuti di conversazione, alla quota per uscire dal locale con la donna, che prevede 250 euro al gestore e almeno 150 alla donna, più il costo dell’albergo. In un “Club privé” invece il costo è di circa 75 euro per l’ingresso, 25 euro per una prestazione media.
  • Le nazionalità più rappresentate: Repubblica Dominicana, Colombia, Ungheria, Repubblica Ceca, lituania, Polonia, Russia, Ucraina.

Prostituzione minorile.

  • In Italia, la prostituzione minorile femminile straniera coinvolge minori provenienti soprattutto dalla Romania, dall’Albania, dalla Moldova e dalla Nigeria.

La prostituzione minorile italiana riguarda principalmente due gruppi distinti:

  • Bambine/i e ragazze/i appartenenti a famiglie con condizioni sociali, economiche e culturali fortemente disagiate che utilizzano la prostituzione (in forme coatte o in parte autonome) quale strategia di sopravvivenza per sé e per il proprio nucleo familiare.
  • Ragazzi e ragazze che occasionalmente e autonomamente si prostituiscono per soddisfare bisogni non primari (acquisto di beni di consumo alla moda o sostanze psicotrope).
  • A prostituzione minorile è in costante aumento, costituisce tra 8% e il 10% dell’offerta.
  • La totalità delle minorenni viene fatta prostituire in appartamento.
  • Le ragazze vengono turnate tra gli appartamenti (spostandosi in varie città italiane) e vi restano per un tempo che va da 1 settimana a 8 mesi circa.
  • Gli appartamenti sono gestiti da donne che ci vivono, e controllano il lavoro delle ragazze.
  • Costo di una prestazione: tra i 250 e i 500 euro.

Alcune fonti per i dati:

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/archivio-notizie/587-tratta-verso-un-piano-di-azione-nazionale

http://centrostudi.gruppoabele.org/

http://www.perlasalutesessuale.it/

http://www.caritas.it/

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29 risposte a Il sex business. Ovvero; il libero mercato delle donne.

  1. cristinadellamore ha detto:

    Ma l’appartamento non è una soluzione, serve solo a nasconere la polvere sotto il tappeto

    • Difatti, è più facile tenere sotto controllo una persona schiava del sesso al chiuso, rispetto all’aperto. Misteriosamente, qualcuno non lo vuole vedere!
      Inoltre, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

      • IDA ha detto:

        Straniere e provenienti da paesi poveri. Lo trovi strano? Chiediti perchè i ricchi non fanno i manovali nell’edilizia, ma fanno gli imprenditori. Strano vero? Lo sai che se uno è povero è più vulnerabile?
        Selle vacanze: La prostituzione in strada, ha periodi di bassa media e alta intensità, che è dovuta alla bassa, media, alta intensità della domanda. Non le vedi più in strada, non vuol dite che sono in vacanza, se leggevi il rapporto del dipartimento delle pari opportunità capivi perchè a Natale non sono in strada. http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/archivio-notizie/587-tratta-verso-un-piano-di-azione-nazionale
        Cosa intendi per schiava, legata alle catene con la frusta? Se una si prostituisce perchè minacciata, ricattata, indebitata ecc, e il protettore le ritira il 50% dell’incasso, per te non è una schiava?

      • Nel mio discorso, intendevo affermare che chiunque può essere ridotto in schiavitù del sesso con le minacce a se stesso od ai propri familiari. In più, sottolineo che le stesse meretrici calano sui marciapiedi di tutte le zone d’Italia e non solo nei singoli giorni delle rispettive vacanze, ma almeno due settimane prima ed altrettanto dopo. Ho anche la testimonianza che le stesse ritornano al proprio Paese! Questo basta per smentire i non veritieri dati del Ministero in questione.
        Per schiavitù, s’intende una persona che non guadagna nulla ed è sotto minaccia, al fine di non recedere dal proprio mestiere.

      • IDA ha detto:

        “In non veritieri dati del ministero in questione”. Dimostri solo che non li hai nemmeno letti, ma li definisci non veritieri solo in base hai dei pregiudizi. Sulla bassa intensità dice: “In questi mesi invernali (compresi gennaio/febbraio e marzo) una parte delle persone che si
        prostituiscono smette di stare in strada (per riprendere l’attività nella primavera successiva), altre
        continuano l’esercizio della prostituzione nelle rispettive abitazioni o in altri luoghi privati ad esso predisposti, oppure nei bar o locali notturni. Per alcuni gruppi … si tratta di una vera e propria “pausa lavorativa”, una fase di riposo e di smaltimento degli stress correlabili all’esercizio della prostituzione. Pausa che si realizza non solo restando nel nostro paese, ma anche – e per alcuni gruppi soprattutto – tornando al proprio.”
        La schiavitù non ha nulla a che fare con il guadagno, ma con la mancanza di alcune libertà fondamentali e di prendere decisioni per se.
        Si chiunque può essere ridotto in schiavitù, ma i più poveri sono i più vulnerabili, più deboli. Per questo gran parte delle persone trafficate provvengono dda paesi poveri.

      • Ti sbagli, ovvero si sbagliano i dati da te scritti. Il sottoscritto vede di persona che il calo delle meretrici in strada, durante il passaggio tra il caldo ed il freddo è proprio irrisorio. Diverso discorso qualche settimana prima delle vacanze pasquali e natalizie, fino a qualche settimana successiva ai rispettivi giorni festivi.
        Sarebbero rimasti perennemente nelle proprie abitazioni o nei locali notturni, i quali funzionano anche durante tutto l’anno. E’ logico pensare ciò.
        E’ altrettanto logico pensare che chi è ricco, cosa non certo diffusa in Italia e negli altri Stati occidentali, non può essere immune dalle minacce di altre persone al fine di prostituirsi. Solo quest’ultima condizione può generare la schiavitù e non certo l’esigenza di guadagnare, altrimenti sarebbero schiavi quasi tutti i lavoratori di questo Pianeta. Ovviamente, riscrivo le stesse cose, affinché le altre persone non credano alla mistificazione mediatica in atto contro il meretricio in questo Paese.

      • IDA ha detto:

        Quindi mi stai dicendo che te hai il controllo della situazione a livello nazionale?
        l ministero da dei dati e te li smentisci. In base a che cosa? Quali sono le tue fonti? Il ministero dice, in base ai rilievi di polizia e carabinieri che nel periodo invernale, a “bassa intensità” la prostituzione su strada si riduce a livello nazionale
        di due terzi. Tu smentisci questo. Quali elementi hai? Quali conoscenze del territorio nazionale hai che il ministero non ha?
        La domanda della prostituzione è costante? Dicono di no! I dati che ho io, mi dicono che la domanda non è costante, quindi in economia, l’offerta varia secondo il variare della domanda.

      • Come ho già detto in precedenza, la prostituzione su strada e non si riduce nelle vicinanze delle feste pasquali e natalizie, non certo negli altri periodi, soprattutto per il fatto che le meretrici da strada sono sempre più automunite. Quest’ultimo fattore è da me visto e ribadito da altri miei colleghi frequentatori di prostitute sulle vie, siccome noi comunichiamo in vari forum in Rete.
        La domanda della prostituzione varia solamente nei periodi del fine settimana, non certo d’estate, dove chi non si reca nei posti di villeggiatura, frequenta maggiormente le dette professioniste. Il tutto testimoniato dal sottoscritto, con racconti quasi in prima persona!
        Come si può vedere, i miei racconti smontano la mistificazione mediatica in merito!

      • IDA ha detto:

        Non smontano un bel nulla.. I tuoi racconti sono soggettivi. Se avrai notato, ammesso che tu abbia letto il mio post, Io non ho fatto commenti (soggettivi) Ma ho riportato dati oggettivi del dipartimento delle Pari Opportunità e di altre organizzazioni.nella presentazione lo dico chiaramente: “Quindi i dati che userò sono indicativi, per illustrare un fenomeno e non per descriverlo.” Se hai elementi e dati oggettivi da aggiungere da aggiungere bene, altrimenti di cosa stiamo parlando?

      • Anche se i miei dati sono soggettivi, sono sempre dei dati di chi è direttamente a contatto con questo mondo, soprattutto quello di strada ed essi stessi possono dichiarare che quelli raccolti e raccontati dal Ministero non sono corretti! Sto criticando questi con le mie testimonianze e quelle degli altri e non certo i tuoi commenti.
        Se vuoi un dato oggettivo, anni fa il Vicecapo della Polizia durante una trasmissione televisiva ha affermato che la schiavitù del sesso a pagamento in Italia è passata dal 25% dei periodi passati al 10%.

      • IDA ha detto:

        Anche quella del capo della polizia è una sua opinione, in base alla sua esperienza, quindi sono soggettivi. Amnesty , le Nazioni Unite, il Ministero delle Pari Opportunità danno altri numeri, tra loro sono abbastanza concordi.
        Il documento si intitola “PROSTITUZIONE E TRAFFICO SESSUALE” ed si trova nella sezione Italiana di Amnesty.

  2. Il proibizionismo è l’acqua del pesce Mafia ed è meglio evitare questo dove si può, come il sesso di ogni tipo tra adulti e consenzienti.

    • IDA ha detto:

      Ti ripeto, perchè non è la prima volta che dici questa sciocchezza della mafia, Questa tua affermazione non ha nessun fondamento. Poi nella prostituzione, sai cosa gestisce la mafia? Non le prostitute, non lo sfruttamento diretto, ma gli spazzi e l’indotto. Poi il proibizionismo in italia non esiste, è vietato lo sfruttamento come la rapina e l’omicidio.
      Cosa vuol dire adulti consenzienti? In casi di abuso di potere, minaccia, ricatto, frode e inganno il consenso è irrilevante. l consenso che la prostituta da al cliente è irrilevante, se non ha dato precedentemente il consenso a prostituirsi.
      Un consenso liberamente fornito implica anche la possibilità realistica e non teorica di non dare il consenso, senza subire conseguenze.

      • Se in Italia esistesse il proibizionismo, la schiavitù e lo sfruttamento in merito sarebbe peggio.
        In effetti, ho parlato di consensualità alla prostituzione, non certo quella coatta di qualcuno.
        Dove stanno le conseguenze della prostituta che subisce qualcosa se essa stessa vuole prostitutirsi e quindi guadagnare con tale lavoro ed anche fin troppo? Hai svolto il solito discorso illogico e conorto!

      • IDA ha detto:

        Illogico e contorto?
        Ma hai riletto il tuo commento? 🙂

      • Ho riletto tutto e riconfermo che non trovo una base logica nei tuoi discorsi per giustificare l’assenza di consenso nella prostituzione.

      • IDA ha detto:

        Perchè quali sono gli elementi portanti che ci dicono il contrario?

    • Gli elementi portanti sono stati da me fin troppo detti e ridetti. Basta rileggere quello che ho scritto. Se vogliamo qualcosa in più in merito, la ragion di logica afferma che la consensualità della prostituzione esiste.
      Come puoi vedere ti stai proprio nascondendo dietro i vetri!

  3. Tali elementi sono stati citati più volte dal sottoscritto in altri thread e li ripeto per cancellare la relativa mistificazione farlocca. E’ logico pensare che se un’attività viene proibita, la criminalità riesce meglio a gestirla, come potrebbe essere per il tabacco, il gioco d’azzardo, etc.
    In più, non si può affatto considerare schiava una persona che vuole svolgere il relativo mestiere, anche se costretta da certe necessità di guadagnare, altrimenti quasi nessun lavoratore di questo Pianeta sarebbe libero. Inoltre, non si può affatto considerare una costrizione chi vuole guadagnare troppi soldi, poiché con il suo mestiere redditizio (come la prostituzione anche stradale) scialacqua i suoi guadagni!
    Spero di essere stato chiaro in merito, soprattutto per tutti quelli che leggono questo post!

    • IDA ha detto:

      Quale mistificazione?
      Chi parla di proibizionismo?
      La logica voleva che la terra fosse piatta, e il sole girasse intorno la terra. Ma ti informo che non è così. C’è una cosa che si chiama metodo scientifico, hai presente Galileo Galilei? Ecco lui! Occorrono elementi, e per dimostrare che la tua logica è basata sul nulla, fatti un’indagine sul “gioco d’azzardo” guarda i dati vai a vedere su internet se è vero che la criminalità riesce meglio se proibita. Leggiti le inchieste sulla mafia, e vedrai che la mafia ama fare appalti pubblici, lavorare nella legalità. Legale o non legale a loro non interessa, se una cosa è proibita devono investire di più ed è più rischioso. Fare affari nella “legalità” da più garanzie. Poi comunque in Italia la prostituzione non è vietata, quindi di cosa stiamo parlando?
      Poi una persona non sono tutte. Se una non è schiava, non vuol dire che tutte non sono schiave. Dati, documenti. Quelle di cui parli te che incidenza hanno? Quale ricerca lo dimostra? Che fonte Ha? Ti rendi conto che hai basato le tue tesi, le tue teorie, le tue opinioni sul nulla?
      E anche qui credo che sia inutile continuare perchè io nel post, parlo di altro.

      • Su Galileo Galilei, posso dire che la sua teoria scientifica è paragonabile ai miei esempi, dai quali i giudici e le leggi non possono allontanarsi, altrimenti si creerebbe il paradosso del diritto. Come ho già detto in precedenza, chi vuole fare un mestiere e guadagnare (anche troppo con esso) non può essere dichiarato schiavo! Spero che questo sia chiaro a chi ci legge!
        E’ logico pensare che se un’attività sta in luoghi nascosti e protetti è meglio gestita dal crimine, sulla quale ci può guadagnare maggiormente, rispetto alla legalità. Un esempio è stato il vino proibito nell’America degli anni 20, dove venivano organizzati dalla Mafia i luoghi nascosti negli scantinati per accogliere chi usufruiva di questa bevanda, i quali pagavano molto di più rispetto a prima quando si poteva spendere molto meno nella rispettiva legalità, bevendo il vino al bar od in casa propria.
        Certo che se una non è schiava, non è detto che le altre non possono esserlo, ma come ho sempre dichiarato, la maggior parte delle meretrici in Italia, dove la prostituzione è legale, è libera ed il tutto è già stato fin troppo testimoniato con racconti logici del sottoscritto, i quali possono essere visionati anche da altre persone (telefonini smatrphone in mano alle stradali, autovetture a disposizione, assenza durante le vacanze pasquali e natalizie e misteriosa quasi assenza di donne italiane nella schiavitù sessuale). Altro che nulla!
        Io continuo, poiché il mio compito in Rete è proprio quello di smontare questa mistificazione, la quale sta dilagando da vent’anni tra i media italiani, influenzando la povera gente e facendo nascere in questa un’assurda Meretrciofobia.

      • IDA ha detto:

        Le teorie scientifiche di Galileo non hanno nessun valore. Galileo è importante per il “metodo scientifico” un modello per conoscere e verificare la verità.
        Tua tesi: Non sono schiave perchè:
        1)Hanno disponibilità economica (telefono macchina ecc)
        2) Vanno in vacanza!
        3) Assenza delle donne Italiane.
        Per essere veritiera la tua tesi, i tre punti che la sostengono, devono essere sostenui da dati oggettivi e verificabili.
        e Vediamo: 1) Essere schiavi non vuol dire mancanza di disponibilità economica, ma limitazione nei movimenti e nei diritti fondamentali.
        2) è già stato detto, questo accade nei periodi in cui si abbassa la domanda, e questo è dimostrato dai dati.
        3) Chi è povero, chi è alla ricerca disperata di un lavoro è più vulnerabile.
        Quindi la tua tesi è basata su presupposti non veritieri.

      • Hai compreso male.
        1) Con i telefonini e l’autovettura non indico la disponibilità economica, ma una condizione di poter contattare le Forze dell’Ordine, poter scappare verso la più vicina stazione di Polizia e denuciare la propria schiavitù. Di conseguenza, se io fossi uno schiavizzatore, non lascerei per nulla questi strumenti in mano alle mie sfruttate, visto che non sono necessari per svolgere il lavoro di meretrice sulle vie.
        2) Se tenessi sotto schiavitù delle stesse donne, non lascerei certo andare queste in vacanza, altrimenti avrei certo un blocco del mio guadagno, il quale esisterebbe ugualmente anche in caso di calo della relativa domanda (sempre meglio di niente, per non dire che tale condizione è molto lieve, come visto di persona dal sottoscritto) ed inoltre, le stesse persone, prima di recarsi alla propria casa, denuncerebbero la propria situazione alle Forze dell’Ordine.
        3) Le donne italiane non sono certo tutte ricche e chi è in quest’ultima condizione, può benissimo subire le minacce verso se stesse o verso i propri familiari. La ricchezza non esenta da ciò e tale punto è stato da me fin troppo replicato.
        Spero che le terze persone abbiano compreso bene il mio discorso suddetto!

      • IDA ha detto:

        1) Spesso sono clandestine, prassi le viene ritirato i documenti, quelle provenienti dall’est molte hanno documenti falsi, gli sfruttatori possono stare tranquilli hanno molti motivi da non temere la denuncia.
        2) Non tutte vanno a casa, cambiano luogo, città, anche stato. Poi la prostituta ha la necessità di una sorveglianza e questa costa.
        3) effettivamente le donne italiane non sono escluse dalla tratta. Prima la prostituzione italiana era quasi esclusivamente su strada, oggi si è spostata al chiuso, quindi è meno visibile.

      • Riguardo alla clandestinità delle prostitute in Italia, fino a qualche anno fa erano in effetti quasi tutte. Successivamente, le leggi italiane sulle espulsioni degli immigrati irregolari sono state completate dai rispettivi decreti attuativi, quindi se una persona clandestina dovesse stare sulla strada nel ricevere clienti (anche i lavavetri), questa non resterebbe nel medesimo posto per più di tre giorni. Inoltre, dal 1° maggio 2004 e dal 1° gennaio 2007, l’Unione Europea si è allargata ad Est e quindi il risultato finale odierno, sussiste nel fatto che le donne da strada (non tanto quelle d’appartamento) sono tutte regolari. Le extracomunitarie hanno spesso il visto turistico e come vede il sottoscritto, queste restano in Italia per sei mesi in un anno.
        Grazie alle nuove disposizioni odierne, chi ha falsi documenti, può essere facilmente rilevabile e per di più, se qualcuno ho costretto queste persone a stare con tali non veritieri attestati, esse stesse non possono essere imputabili, in quanto non sono soggetti, ma oggetti di reato.
        Costerebbe fin troppo alla prostituta medesima, od agli stessi sfruttatori/schiavizzatori cambiare città o stato per un solo mese o poco meno.
        Giustamente, tempo fa le strade del sesso a pagamento erano piene d’italiane ed in quell’occasione il reato di schiavitù sembrava estinto, fino a quando all’inizi degli anni 90 sono arrivate le donne dell’Est Europa.
        Ho affermato che le italiane non sono indenni, ma stranamente quasi tali, sia in Italia, sia all’estero e sottolineo che nel primo luogo suddetto sono state e stanno liberando schiave del sesso anche in appartamenti od altri luoghi chiusi, dove le stesse italiane sono quasi misteriosamente assenti e la cronaca è la fonte di tutto ciò.

      • IDA ha detto:

        Gran parte delle prostitute sono prive di documenti, percè vengono ritirati dagli schiavisti. Questo lo dice il ministero dell’interno. Le prostitute provenienti dalla Moldavia e dalla Romania oltre il 50% hanno documenti falsi. Questo è il ministero degli interni che lo dice.
        Le prostitute trafficate, quelle vittime di tratta, quanto stanno in Italia in media? Lo sai? Mi sa di no! perchè appunto sono irregolari o minori, quindi meno stanno in un luogo e meglio è. Poi c’è la questione del mercato, che vuole “carne fresca”, merce nuova, la novità. questo logicamente non riguarda tutte ma appunto i due terzi che nel periodo di bassa intensità non sono in strada.
        Lo sai quante sono le italiane che si prostituiscono ?

      • Per quale motivo ritirano i documenti alle stesse? In tal modo, sulla strada od anche al chiuso, queste verrebbero trattenute in Questura, con conseguenti mancati introiti in merito e soprattutto, lo straniero che smarrisce il passaporto od altro documento equipollente in Italia non diventa un clandestino! Quindi, tali affermazioni del Ministero mi sembrano proprio una leggenda metropolitana.
        Inoltre, chi viene trovato con documento falso viene immediatamente arrestato, per le norme antiterrorismo presenti nel nostro Stato. Le romene, salvo le minorenni, non hanno motivo di possedere documenti falsi ed i cittadini moldavi di lingua romena stanno ottenendo facilmente dalla Romania il relativo passaporto.
        Esatto, le trafficate e le minori meno stanno in un posto e meglio è per i corrispondenti criminali ed il sottoscritto ha notato che pochissime donne sostano poco in una zona omogenea.
        Sottolineo che il periodo di minore intensità è unicamente rilevato dai ristretti giorni di vacanza sulla Pasqua e sul Natale e non certo nelle settimane antecedenti e successive ai detti singoli giorni. Inoltre, come ho già detto in precedenza, è sempre meglio tenere (ovviamente con la forza) queste donne al lavoro durante le succitate vacanze, siccome qualche richiedente è sempre presente e di conseguenza, è meglio di non guadagnare nulla! E’ logico pensare ciò!
        Chi vuole nuove donne, sulla strada deve farsi tanti km lontano dai soliti posti.
        Non è detto che le medesime professioniste decidano autonomamente di cambiare zona per avere nuovi clienti e magari un incremento di questi, considerando anche che certi “fidelizzati” le raggiungano nella loro nuova zona!
        Secondo una ricerca delle Forze dell’Ordine di qualche anno fa, le prostitute italiane in Italia dovrebbero essere leggermente in più, rispetto alle straniere comunitarie e non, comprendendo tutte le meretrici, con esclusione di quelle saltuarie.

      • IDA ha detto:

        Per quale motivo ritirano documenti? Per ridurle in schiavitù, per limitare i movimenti, per avere sottocontrollo la vittima. Non viene fatto solo in Italia ma in tutto il mondo. Non lo dice solo il ministero ma anche il consiglio d’Europa, le Nazioni Unite. http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/trafficking/Source/PDF_Conv_197_Trafficking_Italian.pdf
        Per rendere possibile la tratta di esseri umani, alla vittima, vengono trattenuti, sottratti, danneggiati o distrutti i documenti della vittima è un elemento fondamentale.
        Fino agli anni 90 la maggioranza delle prostitute erano italiane, dal 2000 cambia tutto. oggi, (dati 2013), le prostitute italiane su strada, chiuso, locali, ecc.. sono poco più del 10% .
        e stime ci dicono punte del 7 % ad un massimo del 12%.

      • Come ho già detto in precedenza, chi smarrisce il passaporto o relativo documento non può diventare un clandestino e questo succede sia in Italia, sia in altri Stati. Da ciò, si può benissimo evidenziare come certi dati sono mistificati. Difatti, basta la ragion di logica per smentire queste dichiarazioni. La sottrazione dei documenti relativi, non impedisce certo alla vittima in questione di poter denunciare la sua condizione, sia di schiavo, oppure di persona derubata od altro!
        Sei sicura che quelle basse percentuali di prostitute italilane non si riferiscano alle sole stradali attuali? Ho paura proprio di sì, da quello che sto vedendo di persona sulla strada.
        In effetti, se si cercano tra gli annunci sui giornali ed in Rete, la stragrande maggioranza sono nostre connazionali, le quali si stanno offrendo anche per il car sex, ovvero il sesso in auto come le altre stradali, con il quale s’utilizza la Rete al posto del marciapiede, per il connesso adescamento. Non so se quest’ultima forma di pratica è stata conteggiata in merito.

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