La tratta degli schiavi.

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Schiavitù e tratta degli schiavi sono termini che siamo soliti associare ad epoche remote della storia dell’umanità. I valori di libertà e di eguaglianza, sanciti nella Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’Uomo su cui si fonda la società moderna, sono ormai riconosciuti dalla totalità delle nazioni.

Tuttavia la tratta degli schiavi non è scomparsa dalla nostra società, al contrario ha avuto un enorme incremento negli ultimi anni.  Si tratta di fenomeni quali la prostituzione forzata, la pedofilia, la servitù domestica, lo sfruttamento della manodopera clandestina e no..

Essa gestisce gli esseri umani come una merce da comprare e vendere e da obbligare a lavorare, di solito nell’industria del sesso, ma anche ad esempio, in agricoltura, nelle aziende, clandestine o meno, che sfruttano la manodopera.  La maggioranza delle vittime della tratta sono donne  e minori, ma anche gli uomini possono essere vittime. Persone che sono alla disperata ricerca dei  mezzi di sussistenza, cadono nelle mani di criminali senza scrupoli che si pongono come intermediari tra la vittima e gli sfruttatori. Quelli che un tempo si chiamavano “negrieri”, si impossessano delle proprie vittime con la forza, l’inganno e la minaccia, per poi trasferirli in luoghi dove maggiore è la domanda di merce umana. Prezzate, vendute o barattate, queste persone arrivano nelle mani dei loro sfruttatori finali quando sono state ormai totalmente spogliate della propria dignità.

La tratta di esseri umani è un problema complesso che entra in relazione con differenti ambiti ed interessi: il crimine organizzato, la corruzione politica,  il lavoro, la prostituzione, i diritti umani, la crescente iniqua distribuzione di ricchezza tra paesi e all’interno degli stessi, le questioni di genere, il precariato,  la povertà in generale.

La crescente deregolamentazione dell’economia ha lasciato i lavoratori dei settori più vulnerabili a pratiche di sfruttamento e alla tratta. La crescente domanda di un lavoro schiavizzato e sottopagato, la crescente domanda della prostituzione, la crescente domanda della prostituzione minorile, determinano un costante aumento di tratta provenienti da paesi più poveri.

Data la sua complessità, non possono esistere singole risposte al fenomeno, ma condizioni di lavoro conformi a precisi standard offrendo ai migranti e agli altri lavoratori un sistema più protetto e più capace di garantire i loro diritti umani e lavorativi, queste condizioni riducono fortemente fenomeni di tratta.

Definizione di tratta di persone.

Secondo  l’articolo 4 del protocollo di Palermo (2000) , adottato dalla convenzione delle Nazioni Unite e dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. (2005)  Secondo la definizione, la tratta di esseri umani consiste in una combinazione di tre elementi di base.

  • l’azione di: “ reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggio o accoglienza di persone”;
  • per mezzo : “della minaccia dell’uso o con l’uso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, con la frode, con l’inganno, con l’abuso di autorità o della condizione di vulnerabilità o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra”.
  • Scopo: “a fini di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l’espianto di organi”.

Il reclutamento di una persona, (azione) con l’inganno, (mezzo) al fine dello sfruttamento della prostituzione. (scopo).

Per quanto riguarda il “trasporto”, si osserva che la Convenzione non richiede che ci sia un passaggio di frontiera perché questo sia da considerarsi elemento costitutivo della tratta di esseri umani.

È  importante analizzare meglio la questione del consenso.

In primo luogo, una decisione libera quale un consenso liberamente fornito implica anche la possibilità realistica e non teorica  di non dare il consenso, senza subire conseguenze.

Il consenso della vittima di tratta, è irrilevante quando sia stato utilizzato uno dei mezzi sopra indicati. (abuso di potere, minaccia, ricatto, frode e inganno) la tratta può accadere senza alcun uso di forza fisica.

La caratteristica fondamentale della tratta è che “priva una persona della sua libertà di movimento e della capacità di prendere le decisioni per sé, come pure di altre libertà fondamentali”. Quindi, la schiavitù, le condizioni analoghe alla schiavitù e il lavoro forzato includono la mancanza del consenso, in quanto un individuo, data la natura delle circostanze, non può essere ritenuto consenziente rispetto a queste stesse circostanze.

Se una persona può acconsentire a migrare, dotarsi di documenti falsi, entrare clandestinamente in un territorio, ciò non implica il suo consenso al lavoro forzato o alla prostituzione.

Nella tratta, alcune persone non sanno affatto quello che le aspetta, altre sanno perfettamente di che si tratta, ad esempio, di prostituirsi. Comunque, anche se una persona desidera trovare un lavoro, ed eventualmente prostituirsi, ciò non significa che essa voglia acconsentire a subire lo sfruttamento e abusi di ogni tipo.

Cause:

Complesse condizioni economiche, sociali e culturali, quali la globalizzazione economica, le politiche di impiego, le politiche migratorie, le crisi umanitarie, i conflitti regionali, le guerre, i disastri ambientali, la discriminazione di genere ed etnica, la povertà e la disoccupazione.  Questi fattori, insieme alle diseguaglianze e le discriminazioni di genere – sia nei paesi di origine che di destinazione – e una diffusa tolleranza della violenza sulle donne,  alimentano i fenomeni di tratta degli esseri umani. Il maggior numero di persone,  alla ricerca di lavoro e di una vita migliore, possono cadere vittima di ingannevoli offerte di lavoro per trovarsi poi in situazioni coercitive e/o di sfruttamento. Tra questi, una grande quantità è costituita da donne, giovani ragazze e minori che si vengono a trovare in condizioni di schiavitù nell’industria del sesso.

Il 69% delle vittime riconosciute, sono  trafficate per scopi sessuali (di cui il 95% sono prevalentemente donne), tra cui:

  • Prostituzione in strada;
  • Prostituzione in appartamento;
  • Bordelli;
  • Strip club e/o bar;
  • Pornografia industriale;
  • Centri massaggio;

Il 19% per sfruttamenti lavorativo (di cui il 71% sono prevalentemente uomini), tra cui:

  • Agricoltura;
  • Costruzione;
  • Industria tessile;
  • Pesca;
  • Altro;

Il rimanente 12%, per altre forme di sfruttamento, tra cui:

  • Servitù domestica;
  • Accattonaggio forzato e non;
  • Attività criminali;
  • Rimozioni e vendita di organi;
  • Altri e sconosciuti.

Identificazione:

L’identificazione delle persone trafficate è un problema fondamentale  per qualsiasi strategia  di contrasto alla tratta.

Spesso le persone trafficate non vogliono rivelare la loro condizione o le loro esperienze alle autorità per diversi motivi, tra cui:

  • Sfiducia nei confronti delle istituzioni; (a causa di precedenti esperienze negative, sia nel paese di origine che in quello di destinazione)
  • Timore di ritorsioni violente da parte dei trafficanti contro di sé e/o i familiari rimasti nel paese di origine;
  • La paura di essere arrestati e rimpatriati in quanto immigrati irregolari.

Anche per queste ragioni la tratta degli esseri umani è troppo spesso un fenomeno invisibile. Le persone trafficate sono raramente in grado di fuoriuscire autonomamente

dalla situazione in cui si trovano. Prima che una persona superi il trauma, lo stress e che maturi un livello di fiducia sufficiente per potere parlare, la consapevolezza e la conoscenza dei propri diritti nel paese ospitante, passano settimane , mesi o anni.

Ad esempio, la persona trafficata può sentirsi dipendente dal trafficante perché la “protegge” dalle forze dell’ordine in quanto immigrata irregolare o perché deve saldare il debito contratto. Quindi rompere il vincolo che la lega alla criminalità diventa essenziale.

Conclusione:

Il tema della tratta degli schiavi, richiama alla responsabilità la società occidentale il modello economico, culturale  e sociale. Un modello caratterizzato dalla disparità di genere e dal sistematico sfruttamento delle persone più deboli e più vulnerabili.  La stessa prostituzione, mette in discussione i nostri modelli culturali e i nostri modelli di vita, che ci interrogano collettivamente, che richiedono un’assunzione di responsabilità.

Documentazione:

Delle Nazioni Unite possiamo menzionare le seguenti Convenzioni:

– la Convenzione sul lavoro forzato del 28 giugno 1930 (n°29);

– la Convenzione per la repressione della tratta di esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione altrui del 2 dicembre 1949;

– la Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 28 luglio 1951 ed il suo Protocollo relativo allo status dei rifugiati;

– la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne del dicembre 1979;

– la Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989;

– la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile del 17 giugno 1999;

– il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo concernente la vendita dei fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia del 25 maggio 2000.

http://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/tocta/Endnotes.pdf

http://www.unodc.org/documents/publications/TiP_Europe_ES_LORES.pdf

http://www.osce.org/

Bibliografia:

  • La tratta degli schiavi. Chi governa l’immigrazione e perché – Jeffrey Kaye- Arianna Editrice, 2013
  • Le nuove schiavitù: Enzo Ciconte e Pierpaolo Romani- Editori riuniti, 2002
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Una risposta a La tratta degli schiavi.

  1. quarchedundepegi ha detto:

    È disdicevole e particolarmente triste dover leggere quanto esauriente hai scritto.
    Almeno in Italia, questo problema potrebbe essere risolto… se ci fosse la volontà.
    Complimenti per quanto hai scritto.
    Quarc

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