Il Sessismo.

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Il sessismo è una forma di discriminazione, il termine è nato tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70, ma non è che prima non esisteva o non era studiato o individuato, solo non esisteva il termine. Louise Michel lo chiamava “razzismo sessuale”, Rosa Luxemburg ed Emma Goldman “discriminazione sessuale”.

Il sessismo usa immagini stereotipate e luoghi comuni per descrivere un genere. Parte dal principio di una presunta superiorità o capacità di un genere rispetto ad un altro.

  • Manifesto disprezzo e odio di un genere nei confronti di un altro.
  • Inquadrare uomini o donne in base a stereotipi o pregiudizi di genere.
  • Assegnare arbitrariamente competenze, attitudini o abilità (positive o negative) ad un genere.

Il sessismo serve a giustificare e perpetrare la gerarchia e il dominio.

Il sessismo nel linguaggio:

imper-avvocat

 “….per la realizzazione della parità tra uomo e donna è quello di rimuovere tutti i residui pregiudizi nei confronti delle donne stimolando e favorendo un cambiamento nel modo di pensare , di agire e di esprimersi.  Le leggi non bastano per modificare la società, quando « abiti» culturali e atteggiamenti continuano a ribadire sfiducia per le donne che non rientrano nei ruoli imposti dalla cultura maschile.

Perché il rapporto di potere tra i sessi cambi in senso veramente paritario si deve anzitutto acquistare consapevolezza delle varie forme in cui la disparità viene mantenuta. La lingua che si usa quotidianamente è il mezzo più pervasivo e meno individuato di trasmissione di una visione del mondo nella quale trova largo spazio il principio dell’inferiorità e della marginalità sociale della donna.” Elena Marinucci. – Presentazione di: Il Sessismo nella lingua Italiana.

Parlare non è mai neutro. Il linguaggio, non è solo uno strumento di comunicazione, ma uno strumento di percezione e classificazione della realtà.

“L’impostazione «androcentrica» della lingua […] riflettendo una situazione sociale storicamente situabile, induce fatalmente giudizi che sminuiscono, ridimensionano e, in definitiva, penalizzano, le posizioni che la donna è venuta oggi ad occupare.”

(Alma Sabatini, Il sessismo nella lingua italiana, -1987: 15)

Classica impostazione androcentrica della lingua è quello di spacciare per neutrale ciò che è solo del genere maschile.

Esempio..

Uomo= La specie e il genere maschile della stessa specie. Il termine uomo, si riferisce sia al sesso maschile che a entrambi i generi.

Donna= Femmina, fisicamente adulta della specie umana. Fino a qualche anno fa si poteva trovare: Donna= Femmina dell’uomo. ( qui non è più una classificazione biologica, ma  indica un rapporto oggetto-soggetto.)

Si dirà che è un particolare. Eppure è proprio dai particolari che si può risalire al reale problema. Mettere in discussione il sessismo, significa mettere in discussione ogni gerarchia, economica, politica e personale. Gli autori di questi dizionari non diranno mai Uomo = maschio della femmina umana.

Altro esempio la designazione delle donne come categoria a parte: Operai, pensionati, disoccupati e donne.

Oppure l’aggiunta del modificatore “donna” o altri nei processi di formazione del femminile:

medico donna; avvocato donna; donna magistrato; donna soldato; vigile in gonnella; poliziotto in gonnella… ecc..

sessismo ambivalente:

Il sessismo può essere ostile o benevolo, ma entrambi, servono a legittimare il potere maschile. Il sessismo benevolo è un orientamento positivo di protezione, (paternalismo protettivo) idealizzazione e affettuosità (paternalismo dominante) diretto alle donne che, come il sessismo ostile, serve a giustificare lo stato subalterno delle donne rispetto agli uomini.

“Definiamo sessismo benevolo un insieme di atteggiamenti interrelati rivolti alle donne che sono sessisti in quanto stereotipizzano le donne in ruoli ristretti, ma sono soggettivamente positivi in quanto a tono (per il ricevente) e tendenti a sollecitare comportamenti tipicamente categorizzati come prosociali (ad esempio l’aiutare gli altri) o una maggiore intimità (ad esempio l’aprirsi agli altri)” (Glick & Fiske, Sessismo Ambivalente -1996, p. 491).

“Non consideriamo il sessismo benevolo una buona cosa, perché nonostante i sentimenti positivi che può indicare nel ricevente, le sue fondamenta risiedono nella stereotipizzazione tradizionale e nella dominanza maschile (ad esempio, l’uomo come fornitore di sostentamento, la donna come sua dipendente), e le conseguenze sono spesso dannose. Il sessismo benevolo non viene necessariamente esperito come benevolo dal ricevente. Ad esempio, il commento di un uomo ad una collega su quanto sia ‘carina’, per quanto benintenzionato, può minare in lei la sensazione di venire presa sul serio come professionista.” (Glick & Fiske, -Sessismo Ambivalente, 1996, p. 491-492).

Il sessismo benevolo, spesso viene scambiato per innocenti adulazioni, per questo è più insidioso, perché è meno percepibile.

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“La nostra società è infettata da una piaga terribile, quella della repressione sessuale; ogni giorno veniamo bombardati da propaganda diretta con un solo semplice scopo, ovvero quello di rendere uomo e donna meri oggetti sessuali, corpi inermi davanti al mercato dello sfruttamento e della tradizione sessista radicata nella nostra cultura; a questa propaganda se ne aggiunge un’altra di stampo religioso, che con i suoi tabù..[…].. La donna, ovviamente, è una delle maggiori vittime di questa violenza psicologica, annegata sin dalla nascita in un mare di fallo-centrismo e sottomissione, si può notare tutto ciò dai primi anni a contatto con le istituzioni scolastiche (imposizione della separazione di genere tra bambino e bambina) o con il mercato del consumo con giocattoli appositi per femmine, come bambole perfette da imitare, o bambolotti da accudire, segnando così il destino della donna, ovvero, quello di femmina di plastica, prima, e madre-casalinga, dopo. Inconsciamente vista esclusivamente come ricettacolo vaginale per la continuazione della specie, la donna non appartiene al proprio corpo e viceversa, ma all’uomo o al bambino che dovrà nascere…”

Volantino scritto da X INHUMAN CAGE X

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Per approfondire il sessismo nel linguaggio.

http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01578

http://giulia.globalist.it/giuliaglobalistit/Downloads/Donne_grammatica_media.pdf

http://odg.it/files/Romano%20Cinzia%20linguaggio%20di%20genere.pdf

http://narrazionidifferenti.altervista.org/leducazione-sessista-si-contrasta-anche-con-un-dizionario-illustrato/

http://narrazionidifferenti.altervista.org/gli-ingredienti-per-parlare-modo-scorretto-di-violenza-contro-le-donne/

http://www.unife.it/progetto/cultura-di-genere/materiale-didattico/Psic%20diff%20genere%20D%20%20stereotipi%20CORSO%20DONNE%20POLITICA%20ISTITUZIONI.pdf

Sul Sessismo ostile e benevolo:

http://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-sesso-amore/571-sessismo

http://narrazionidifferenti.altervista.org/donne-meravigliose-e-cavalieri-galanti-il-sessismo-che-non-si-vede/

Altro sul sessismo.

https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/06/15/il-maschilismo-e-un-problema-soggettivo/

http://www.massimolizzi.it/2015/06/09/la-scrittrice-da-il-limite-al-senatore-ultras/

https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2015/05/22/sessismo-interiorizzato-ne-soffrono-parecchie-donne-perche/

https://bambolediavole.wordpress.com/2015/04/07/sessismo-2-0-quando-i-social-macho-rambo-dovrebbero-tornare-nelle-caverne/

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14 risposte a Il Sessismo.

  1. No al sessismo contro le donne e nemmeno contro gli uomini. In altre parole, nessuno deve avere privilegi o svantaggi perché appartiene ad un sesso o ad un altro.

  2. Non capisco proprio dove possa essere il sessismo nelle due immagini pubblicitarie mostrate, a parte certi messaggi fuori tema, riscontrabili solo nel secondo caso, visto che nel primo quel sandwich si mangia!

    • IDA ha detto:

      Il sessismo nell’immagine e nella publicità non ne ho parlato, per motivi di tempo, ma è più subdolo di quello del linguaggio, anche perchè l’immagine veicola il messaggio più velocemente. Crea sostiene e promuove modelli discriminanti. Donna come oggetto sessuale tramite allusioni e giochi di parole, che possono sembrare ironici e innocui ma non lo sono.
      La terza immagine è abbastanza chiara, l’allusione il gioco di parole, la vignetta è più coerente con il testo che ho scritto, da partire ad “avocate-sse.”
      La prima c’è una chiara allusione ad un’attività sessuale “blow” = Blow-job”. Tanto per rendere l’idea, un uomo nella stessa pubblicità e lo stesso prodotto, sarebbe rappresentato in modo diverso, non a bocca aperta nell’intenzione di fare un pompino ad un panino.
      Il sessismo è sempre negativo, spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma tutti abbiamo fatto discorsi o battute sessiste, tutti io compresa abbiamo veicolato messaggi discriminatori. Come evitarli? Conoscerli, essere critici e consapevoli, solo così possiamo scegliere se essere sessisti o no..

      • Non vedo proprio come l’espressione della sessualità possa essere raffigurata come oggetto di persona, uomo o donna che essa sia! Ho paura che invece tale giudizio sia una distorsione della realtà in nome della sessuofobia.

      • IDA ha detto:

        Non c’è un’espressione di una sessualità, ma è una sessualità stereotipata.

  3. Stereotipata in che senso? Forse solo rivolta verso la donna? Se fosse stato presente anche un uomo, raffigurante con la donna un atto sessuale accompagnato dal prodotto alimentare, sarebbe stato corretto? Anche se fosse come dichiarato, non vedo proprio dove possa essere il danno in merito, salvo quello alla sessuofobia, od al demenziale ideologia in merito, che non ha senso logico d’esistere.

    • IDA ha detto:

      trovami un esempio di un uomo con il doppio senso di fare un pompino ad un panino.
      trovami delle pubblicità con allusioni sessuali dove l’oggetto sessuale è l’uomo.
      Il novanta per cento delle immagini femminili nella pubblicità sono sessualizzate, quelle dell’uomo il 4%.
      Te non vedi la disparità, non vedi il danno, ma non vuol dire che non esiste perchè non lo vedi.
      Fobia, indica paura ripulsione e rifiuto. Io stò parlando di dominio e discriminazione, che non hanno nulla a che fare con le fobie. Leggo le immagini e do un’interpretazione, non chiedo censure ma senso critico.

  4. Giustamente, sono minori le immagini delle allusioni sessuali maschili, siccome probabilmente queste colpiscono meno il pubblico in generale. Però, non capisco dove possa essere il disprezzo per tali condizioni. Dove sta il danno in questione, salvo quello della sessuofobia? Sarà forse dovuto dall’odio delle donne verso altre donne?

    • IDA ha detto:

      Il sessismo non è solo disprezzo, ma anche inquadrare o assegnare arbitrariamente in base a stereotipi, competenze, attitudini abilità. il danno è nell’oggettivazione sessuale. Odio di donne verso altre donne? chi ha espresso giudizi sulla modella?

      • Dove sussiste il danno dell’oggettivazione sessuale? Non vedo proprio alcun danno in merito, salvo quello della chiara sessuofobia. Se qualcuno ha competenze, attitudini ed abilità, non penso proprio che non debba meritarsele.
        Non vengono espressi giudizi sulla modella, ma sul modo di comunicare, il quale viene giudicato in via erronea e totalmente lontano da un senno logico di parametri, i quali ricadono nella fobia sessuale, ovvero nell’invidia di certe donne, che posseggono certe qualità, attitudini ed abilità, per le quali certe donne provano invidia. Questa è la realtà dei fatti.

      • IDA ha detto:

        Non vedi nessun danno nell’oggettivazione? Sai almeno cosa vuol dire? Mi sa di no. oggettivazione vuol dire deumanizzare, considerare una persona oggetto e non un essere umano.
        Io non intendo continuare una conversazione su questi livelli, hai una visione fallocentrica, inserisci come jolli termini come fobia a soluzione di ogni dialettica. Io ti ho argomentato la mia versione, che è una versione, te rimani sul vago: “totalmente lontano da un senno logico di parametri, ” Quali sono i parametri logici?
        A chi è indirizzata la pubblicità?
        L’uomo, inteso come maschio è rappresentato nelle pubblicità, nello stesso modo della donna?

      • Non vedo alcun danno d’oggettizzazione in merito. La sessualità è qualcosa di naturale e non certo fuori dal normale per un essere umano. Solo i sessuofobi pensano questo mistificando la realtà e purtroppo sono costretto a ripetere le stesse cose per smentire le tue teorie totalmente infondate e senza senso logico. Difatti, sarebbe un oggetto qualsiasi persona raffigurata in una pubblicità. In effetti, non lo è e non può essere considerata nemmeno tale se si raffigurano situazioni indirette di sessualità. Purtroppo, non esiste peggior cieco che non voglia vedere. Spero che non sia la stessa cosa per chi legge questi commenti.
        Anche se l’uomo e la donna fossero rappresentati in modo diverso e non uguale, in questo caso non vedo quale sia l’oggettizzazione in merito.

  5. Immagini di persone e uomini maltrattati, ridotti in schivitù lavorativa ed immagini violente potrebbero essere inaccettabili, ma quelle sul sesso ed in via non esplicita come in questo caso, non penso proprio che siano indegne e soprattutto correlate con il sessismo.
    Come ho già detto in precedenza, tale ipotesi è tutta una mistificazione femministico-bigotta di donne che odiano altre donne, per non dire gli uomini, senza un buon motivo per farlo.

  6. Comunque e giustamente, bisogna rilevare che un’avvocatessa non può essere brava per la sua bellezza, ma per la sua capacità.

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