Legge Merlin

Lina_Merlin (1)

“Io voglio vivere in un Paese di gente libera: libera anche di prostituirsi, purtroppo. Ma libera.” Lina Merlin.

“È il difettoso sistema economico-sociale che crea la necessità della prostituzione. Bisogna trasformare la società attuale e la vergognosa istituzione cesserà. […] Quando la donna comprenderà ch’ella è parte, e non la meno trascurabile, della classe degli sfruttati, parteciperà alla lotta contro il regime che la opprime.”

Lina Merlin in un articolo su: “Eco dei lavoratori” 4 Marzo 1922

“Ah! Questo Paese di viriloni che passan per gli uomini più dotati del mondo e poi non riescono a conquistare una donna da soli! Se non gli riesce di conquistare le donne, a questi cretini, peggio per loro.”

Intervista a Lina Merlin realizzata da Oriana Fallaci e pubblicata da “L’Europeo” nel 1963

Ma chi era Angelina (Lina) Merlin?

Lina Merlin; Nacque il 15 ott. 1887 a Pozzonovo, presso Padova,  nel 1907 consegue il diploma di maestra elementare nella scuola normale femminile, nel 1914 l’abilitazione dell’insegnamento del Francese, ma continua a lavorare nelle scuole elementari. Nel 1919 si iscrive al Partito Socialista Italiano e inizi a collaborare con il giornale  “Eco dei Lavoratori” e al periodico “La Difesa delle lavoratrici”, fondato nel 1912 da Anna Kuliscioff, con articoli sulla condizione delle donne, il diritto di voto, il lavoro femminile, la prostituzione. Nel 1926 viene allontanata dell’insegnamento perché si rifiuta di giurare fedeltà al regime fascista. Nello stesso anno, fu condannata dal Tribunale speciale a cinque anni di confino, che scontò in Sardegna. Nel 1930 si trasferì a Milano, dove si guadagnò da vivere impartendo lezioni private di francese. Durante il soggiorno milanese incontrò il medico ed ex deputato socialista Dante Gallani, che divenne suo marito nel 1933, ma questi morì appena tre anni dopo, nel 1936.  Nel capoluogo lombardo la Merlin  partecipò alla lotta antifascista e ospitò nella sua casa diversi incontri clandestini di dirigenti socialisti come S. Pertini. Nel 1944 fu tra le fondatrici dell’Unione donne italiane (UDI), di cui fu presidente nel 1947, nel 1949 e nel 1953. Fece parte della costituente e nel 1948 venne eletta al Senato, ed è stata la prima donna senatrice.  Eletta il 6 Aprile e Il 6 ag. 1948 presenta in Senato un disegno di legge per l’abolizione della regolamentazione della prostituzione e la conseguente soppressione delle “case di tolleranza”. Solo dopo dieci anni, vedrà la sua definitiva approvazione il 20 febbraio 1958 e l’entrata in vigore alla mezzanotte del successivo 20 settembre. Un’altra legge di grande civiltà, voluta con estrema determinazione dalla Merlin, portò alla cancellazione dai documenti anagrafici della dicitura “N. N.” che discriminava i figli di genitore non identificato. Nel 1961 si dimise dal Partito Socialista dichiarando che le idee sono sì importanti, ma camminano con i piedi degli uomini, e che lei non ne poteva più e abbandonò la politica attiva. Morì a Padova il 16 agosto 1979.

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L’Italia e la Spagna, nel 1948, erano gli unici paesi in cui la prostituzione è regolamentata per legge, con lo Stato che percepisce una regolare tassa. Esistevano  730 postriboli con circa 3.400 prostitute e un gettito, per l’erario, di 1.015 miliardi di lire l’anno. Come abbiamo visto ci sono voluti dieci anni e diverse legislature per fare approvare la legge Merlin. La proposta della Merlin scatena in Italia un vivace dibattito pro e contro la chiusura dei bordelli. Lei stessa subisce minacce, offese ed intimidazioni.

1949.

Il 16 settembre, inizia in Senato la discussione del progetto legge  Merlin.

Il Senato decide di “tutelare il pudore delle impiegate nubili” esonerandole dal lavoro di trascrizione del dibattito che si svolge in aula, affidato a uomini e donne sposate.

In contemporanea esce l’articolo di Difesa Sociale. Rivista dell’Istituto di Medicina Sociale: “L’amoralità è la causa prima di questo flagello. Queste reiette della società sono state largamente studiate da una infinita schiera di cultori di ricerche a sfondo medico-sociale. Lombroso, tra i primi, ha trattato esaurientemente il problema riguardante il carattere della donna in generale e delle prostitute in particolare, ritrovando in queste ultime anomalie fisiche ed antropometriche comuni alla classe degli “asociali” (…) cause biologiche, psicologiche e morali sono da ricercarsi in queste donne che hanno perduto il sublime senso delle prerogative femminili.”

Tutto il dibattito di quei dieci anni si svolge sotto l’ombra terrificante di Lombroso.

Parla in Senato il socialdemocratico Gaetano Pieraccini, uno dei più grandi avversari della Merlin:

“Vi è poi un altro lato del problema da esaminare: quello, nel caso di abolizione, della sistemazione di coloro che hanno abitato le “case chiuse”. Si è parlato con molta leggerezza di ricovero in appositi istituti di recupero. Vi voglio, a questo proposito, onorevoli senatori, ricordare l’esperienza fatta da una nobile signora di Perugia, che a Firenze apri una casa di rieducazione per coloro che volevano lasciare una vita di vergogna. La signora Angela Marlucchi osservava come “fosse più facile portare sulla retta via una donna uscita dal carcere”. Infatti quelle donne sono costituzionalmente o delle minorate intellettuali o delle amorali. Le statistiche parlano chiaro. Tutti i tentativi di rieducazione hanno dimostrato che solo il 20, o al massimo il 21%, possono riabilitarsi. Le altre che cosa faranno se il progetto Merlin venisse approvato?”.

Ancora Gaetano Pieraccini:

Onorevole Merlin, ella ha parlato di 100 sedute d’amore al giorno, per ogni donna di postribolo: ciò non è possibile, è una esagerazione perché se si realizzassero cento coiti al giorno, calcolando anche 15 minuti per ciascuna seduta, 100 sedute richiederebbero 25 ore! Abbassiamo il tempo della ricreazione: portiamolo a 10 minuti. Ci vogliono sempre 17 ore circa. Per contro le libere – pur dovendo dare la caccia ai clienti – avranno un maggior mimerò di sedute per la maggiore facilità degli approcci…[…] Quelle donne non possono uscire dalla casa altro che per andare a messa (se a qualcuna di costoro ciò piace) oppure per andare a visitare qualche loro parente o qualche loro figlio; in questi casi sempre accompagnate da un uomo della squadra del buon costume.

Lina Merlin lo interrompe: “Le donne escono dalle case non per andare a messa, ma per andare a farsi le iniezioni antiveneree che i medici privati fanno pagar loro 1.000 lire l’una”. Continua Gaetano Pieraccini: “Le postribolanti abitano raccolte in una casa le cui finestre sono chiuse a lucchetto, se non sono murate; non possono trattenersi neanche a prendere il fresco d’estate; per contrasto le meretrici libere vagano adescando in cento modi gli adulti e i giovani, facendo mostra della loro bellezza e delle loro carni, esagerando nei dettami della moda con scollacciature, gonnelle corte e via dicendo. Nel postribolo la scostumatezza è sottratta agli occhi del pubblico…[…] Le anguille quando entrano in amore fanno un lunghissimo viaggio di migliaia di chilometri; vanno tutte quante a trovare il loro letto di nozze. Consideri, onorevole Merlin, quanto è potente lo stimolo sessuale.”

Il giorno dopo, 17 settembre sempre il senatore Gaetano Pieraccini:

Il fattore sociale è potente, ma quello individuale antropologico, non deve essere dimenticato: i dati statistici ci hanno fornito una nota di tutte le stigmate degenerative che si raccolgono sul corpo delle meretrici… Non voglio assimilare la prostituta alla delinquente in maniera assoluta, ma è certo che le prostitute sono per lo più delle minorate intellettuali, o morali o nella volizione.”

Michele De Pietro, senatore Dc:

Del resto ci sono delle ricerche sui valori mentali delle prostitute. Così quelle raccolte dal Bonhofer, dalle quali risulta che su 100 prostitute, 31 sono idiote, 13 epilettiche o isteriche, 21 alcolizzate, 1 paralitica e 32 intellettualmente normali. Il De Sanctis, su 28 prostitute romane da lui psicologicamente studiate, trovò tre deficienti gravi, 7 deficienti di medio grado, 13 di mediocrissima intelligenza e 5 normali.”

 

Raffaele Caporali, senatore Dc:

“Il Lombroso che ha fatto il maggiore e migliore studio sulla donna normale e delinquente, ha trovato che le prostitute sono per lo più minorate intellettuali o morali… E il Lombroso è una gloria dell’umanità.”

A questo punto “La Stampa” che riportava tutti i giorni la cronaca delle sedute, ci dice che la Merlin abbandona l’aula.

“Se il primo intervento ha offerto alla signora Merlin lo spunto per qualche ironia, il secondo, quello del più che ottantenne oratore Raffaele Caporali, anche lui democristiano, l’ha accigliata e innervosita, al punto che a un certo momento, nonostante i colleghi tentassero di trattenerla, con un gesto di dispetto ha abbandonato l’aula.”

Nel dicembre 1949, esaurita la discussione generale, si riesce ad approvare l’art. 1 della legge; ma l’aula del Senato torna a occuparsene solo nel marzo successivo, quando viene subito sollevata l’ennesima questione procedurale e dunque, in attesa di una decisione della giunta del regolamento, si stabilisce di rinviare l’esame della legge di qualche giorno. Che in realtà dovranno passare  due anni  prima che il progetto Merlin torni in aula.

1950

Il settimanale “IL Tempo” fa sapere che in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta in più puntate di Lamberti Sorrentino sulle “case chiuse”, la redazione del settimanale ha ricevuto una nutrita serie di minacce, lettere anonime, furiose missive firmate da prostitute poi risultate false, gli autori sarebbero quelli dell’Aneca. Cosa era l’Aneca? Era l’associazione dei tenutari delle  “case chiuse”. (Associazione nazionale case autorizzate)

L’Aneca, che associa 1.300 imprenditori (tanti sono i patrons anche se le case sono in tutto 717, perché molte licenze hanno più soci) con un giro d’affari di 14 miliardi l’anno, tra la fine del 1949 e il principio del 1950.

1952

Riprende in Senato la discussione degli articoli.

5 marzo 1952: La Merlin invita il collega di partito Eugenio Dugoni, contrario all’abolizione dei bordelli:  “Nei bordelli mandaci tua moglie.”

1953

Il 7 giugno si sciolgono le camere, La legge ricomincia da zero.

Ad Agosto, Lina Merlin, rieletta – unica donna – in Senato per la seconda legislatura, ripresenta la sua legge.

1955

“La I commissione del Senato approva la legge all’unanimità. Lina Merlin scoppia in lacrime («È il più bel giorno della mia vita») e la sera festeggia con un’amica in una modesta pizzeria.” “La Stampa” 22 gennaio 1955.

Lina Merlin pubblica, con la giornalista Carla Voltolina, moglie di Sandro Pertini, un libro intitolato “Lettere dalle case chiuse”.

1956

Indro Montanelli pubblica “Addio, Wanda!” a sostegno delle “case chiuse”.

I bordelli sono la sicura garanzia dei tre fondamentali puntelli italiani: la Fede, la Patria e la Famiglia (…) La famiglia, la famiglia all’italiana, funziona solo finché le figlie sono vergini, cioè finché hanno dinanzi agli occhi lo spauracchio del lupanare, in caso di “deviazione”. Il giorno in cui ad esse si conceda di “vivere la loro vita” senza timor di finire in quei serragli, l’Italia è destinata a diventare uno di quei paesi protestanti, dove la condizione di “vergine” non esiste, come non esiste quella di “puttana”, tutte le donne essendo accomunate in un limbo intermedio; e dove non esiste più la famiglia, le sue mansioni essendo state assorbite dalla società.”

Venerdi 24 gennaio 1958 la legge giunge alla camera il 29 gennaio 1958 la legge Merlin è approvata definitivamente dall’assemblea della Camera dei deputati con 385 voti a favore e 115 contrari. Lina Merlin, in mattinata, si fa fotografare mentre apre le persiane di una casa chiusa.

Nel telegiornale della sera Ugo Zatterin, annuncia l’evento senza mai pronunciare il nome di ciò che è stato abolito:

Oggi, poco prima che Togliatti aprisse con un discorso fiume un dibattito sulla politica estera che terrà impegnata per alcuni giorni la Camera, i deputati hanno approvato (385 sì, 115 no) la famosa legge Merlin. Finisce così, senza più possibilità d’appello, una questione decennale, apertasi esattamente nell’agosto del 1948. L’Italia era ormai l’unico paese d’Europa in cui il problema sollevato dalla senatrice Merlin non fosse stato risolto, e anche di recente l’Onu aveva sollecitato l’Italia perché lo risolvesse, dato che il suo statuto impone a tutti i paesi membri di adottare una soluzione come quella che è stata finalmente adottata. La legge Merlin prevede che le sue norme vengano applicate entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge stessa e, siccome la legge entra in vigore quindici giorni dopo essere stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, si può calcolare grosso modo che il nuovo corso incominci nel prossimo settembre. Insomma: il canto del cigno si avrà intorno a ferragosto. Dopo questa data gravissime pene penderanno sul capo di coloro che cercheranno di riorganizzare ciò che la senatrice Merlin ha voluto distruggere. Le pene, dicevo, sono piuttosto grosse: carcere da due a sei anni, con molti motivi per raddoppiare il carcere e le multe.”

I giornali della sera escono in edizione straordinaria. La “zoppetta”, la strillona di via del Tritone a Roma, va in giro gridando: “Edizione straordinaria! Chiusura de li casini. Da domani tutti a fasse le pippe.” –(LauraMambelli e Sergio Valentini Corriere della sera. 23/9/1994)

Qui il testo della legge Merlin

Qui il testo della legge commentato.

Alcune fonti:

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=4e6b8a892a7e6

http://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Merlin

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Merlin

http://www.raistoria.rai.it/articoli/legge-merlin-e-la-fine-delle-case-chiuse/12131/default.aspx

http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/23/quando_case_furono_aperte_co_10_9409237525.shtml

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=leggemerlin

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7 risposte a Legge Merlin

  1. cristinadellamore ha detto:

    Solo che la legge che doveva tutelare le donne – non per colpa della senatrice Merlin, per carità – ha miseramente fallito, mi basta fare un giro sotto casa mia dopo il tramonto per averne la certezza.
    Allora, essendo passati più di sessant’anni, cosa vogliamo fare? Modello scandinavo o modello tedesco?

    • IDA ha detto:

      A parte che certe disposizioni che aveva previsto lei, non sono mai state applicate..Poi da considerare una cosa: sfruttamento della prostituzione, sono da due e sei anni, esempio furto aggravato, rubi una scatoletta di tonno al supermercato sono da due a dieci anni.. viene considerata più importante la proprietà privata della persona.Io mi chiedo ma in questi sessant’anni davvero si è voluto combattere lo sfruttamento della prostituzione? No! La legge Merlin non vieta la prostituzione, ma lo sfruttamento, cosa che non è mai stata applicata come doveva, ma si è continuato a combattere la prostituzione. La legge passò con i voti di DC,PSI e PCI, solo perchè l’Italia aveva bisogno di farsi un volto nuovo nei confronti del mondo. L’Italia era e rimane un paese molto maschilista. Qui ho riportato solo alcuni dei discorsi che sono stati fatti dagli “onorevoli”, ma anche dei molti interventi di chi poi ha votato la legge erano raccapriccianti.. questi onorevoli erano quelli che dopo dovevano fare le norme per accompagnare la legge.. Io sostengo che in Italia lo sfruttamento della prostituzione non si è mai voluto combattere, ma sempre preoccupati di non vederla sotto casa.
      Il modello scandinavo, se non sbaglio non è abolizionista, ma proibizionista, solo che ha depenalizzato la prostituzione. Inserisce un’elemento interessante, scoraggiare la domanda, con il punire il cliente, cosa che puo essere fatta anche in Italia, La pedofilia, esiste perchè ci sono i pedofili, non perchè ci sono i bambini….
      Comunque per quello che conosco io a me non piace, perchè nel sistema scandinavo, prostituirsi è un reato, anche se depenalizzato, io ritengo che sia un diritto, in questo sistema economico-sociale. E questo diritto solo l’abolizionismo lo garantisce. Qualsiasi sistema è sbagliato, perchè la prostituzione è sbagliata. Il modello tedesco è abberrante, perchè consegna le donne al capitalismo, diventano carne da macello per uso e consumo. Comunque, qualsiasi modello non risolve il problema della prostituzione, anche quello su strada, perchè anche in germania c’è ancora. La prostituzione non si risolve con una legge..

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