Gli Stereotipi non muoiono mai. (1909-1914)

Suffragette.

Osserviamo alcune cartoline e stampe pubblicate in Inghilterra tra il 1909 e il 1914. Le donne, che stavano facendo una campagna per Il diritto al voto, sono descritte come orribili, megere, zitelle, con grandi denti e spesso armati di ombrelli.

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Oppure la suffragette era vista come la naturale evoluzione della donna.

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Se le donne reclamano i propri diritti, si sottraggono ai doveri di moglie, e i poveri mariti saranno costretti a fare i lavori di casa.

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Una donna che reclama i propri diritti è una pessima madre.

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È diseducativa, crea confusione d’identità,  la bambina cerca di mettersi i pantaloni.

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Oppure ruba i pantaloni al fratello mente dorme.

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Una donna che chiede diritti; opprime il marito.

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Usano la loro sessualità per ottenere quello che vogliono dai poveri uomini.(questo è un classico).

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Distopia; Visione di un futuro, dove gli uomini sono esclusi dalla politica. La cartolina prevede un’eventuale riunione del consiglio dei Ministri. Da notare che solo un anno dopo  di quello immaginato, il 1979, Margaret Thatcher divenne prima donna primo ministro della Gran Bretagna.

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Le donne sposate sono raffigurate come prepotenti  e i mariti sono generalmente gracili e impauriti.

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Se le donne vanno a votare, non ci possono andare più gli uomini perché devono rimanere a casa e prendersi cura dei figli.

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Il 5 Luglio 1909, Marion Wallace Dunlop,  (1864-1942) fu dichiarata colpevole di danneggiamento intenzionale per aver imbrattato i muri della House of Commons. In prigione la Dunlop iniziò lo sciopero della fame per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. Per paura che la Dunlop potesse morire, fu deciso di liberarla. Da quel momento tutte le altre suffragette che erano detenute iniziarono lo sciopero della fame.  Le autorità carcerarie britanniche istituirono l’alimentazione forzata delle donne in sciopero della fame.

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Da notare che la guardia ha un cerotto, perché altro stereotipo era che le suffragette erano violente e manesche, sia con i mariti che con la polizia.

In questa stampa come veniva rappresentata Edith Margaret Garrud.

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Edith Margaret Garrud, (1872-1971) era esperta in arti marziali, e teneva corsi di autodifesa dalle cariche della polizia.  Tali corsi si tenevano in luoghi segreti, per evitare l’arresto.  Nel 1913 costituì tre “corpi speciali” denominati “ Bodyguard”, “Jiujitsuffragettes” e “Amazzoni”  costituiti da sole donne, allo scopo di difendere le manifestanti.  I “corpi” vengono sciolti nel 1915 con l’entrata in guerra dell’Inghilterra.

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In Francia il dibattito si trasferisce soprattutto sull’identità sessuale.  Accusando la donna di devianza sessuale, ne donna ne uomo, una lesbica virile, una bisessuale di facili costumi, una puttana con la psicologia maschile.

Nel 1912 in un manuale di sessuologia, il medico tedesco  A. von Moll attribuisce all’emancipazione femminile la causa della “mascolinizzazione”, che implica una degenerazione della fecondità e una perversione nella sessualità.

I giornali danno molto spazio ai crimini commessi dalle donne e troviamo stupore e ostilità ogni qual volta che viene violata l’immagine della debolezza fisica e mentale della donna.  Saggi e critici parlano di “anarchia morale” con risultante una confusione tra i sessi.  Di conseguenza, così veniva rappresentata la donna emancipata.

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Tutto questo prima della guerra.

-Fine prima parte.

Le immagini sono tratte da:

http://www.huffingtonpost.com/2013/08/07/anti-suffragette-postcards-show-fighting-for-change-has-never-been-easy_n_3714795.html

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2175517/Emmeline-Pankhurst-The-sexist-suffragette-slamming-world-Edwardian-postcards.html

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8 risposte a Gli Stereotipi non muoiono mai. (1909-1914)

  1. meripopp ha detto:

    L’ha ribloggato su meripopp.

  2. milenalibera ha detto:

    L’ha ribloggato su Milocca – Milena Libera.

  3. paolam ha detto:

    Grazie Ida 🙂

  4. Pingback: Suffragette e stereotipi dei primi del ‘900 | Milocca - Milena Libera

  5. Pingback: The Suffragette (1909/1914) | Milocca - Milena Libera

  6. cristinadellamore ha detto:

    Non abbiamo ancora finito, dobbiamo arrivare a: “Le donne si divertono a fare il burlesque”, il nostro contributo alla storia dell’umanità.
    Grazie per il following, ricambio

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