Discriminazione.

Consiglio di leggere questo post e i relativi commenti: http://narrazionidifferenti.altervista.org/lo-spot-contro-lideologia-gender-nelle-scuole-vi-fara-pentire-di-appartenere-al-genere-umano/

Non parlerò del video, neppure di Adinolfi ne di sua moglie che li massaggia i suoi poveri “piedi” che oltre a sopportare tutta quella massa, devono anche sopportare la mole di cazzate che quotidianamente Adinolfi distribuisce, quindi parlerò solo di alcuni commenti.

Non so voi, ma io mi sono rotta di questi pseudo cultori delle libertà di opinione, rivendicano il diritto alla libertà di discriminare. Un commentatore,  Adolfo: “…se io voglio proporre di segregare tutti quelli con i capelli rossi devo essere libero di farlo..” . Il cognome del commentatore è sconosciuto, ma già il nome….. Ritengo che questo signore, abbia strane idee su concetti essenziali, come libertà, critica e discriminazione.

Discriminazione: distinzione, diversificazione o differenziazione, operata fra cose, casi, situazioni e persone. È comprensibile che non posso equiparare la discriminazione che posso attuare tra le cose e la discriminazione tra le persone.  (Almeno spero). Bisogna discriminare, tra cose e persone.

Anche la critica, è una forma di discriminazione, perché devi valutare e giudicare. Il biasimo e il rimprovero sono forme di discriminazioni, ma non stiamo parlando di questo tipo di discriminazione che appartengono al libero pensiero, alla libera espressione.

Art. 3 (della Costituzione Italiana.)

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza

distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di

condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,

che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno

sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

L’articolo 3 non vieta la critica, il giudizio, le opinioni, il biasimo, non è un’attentato alle libertà di opinione.

La discriminazione di cui stiamo parlando consiste nel trattamento non paritario, nei confronti di individui o gruppi, in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria.

Per attuare qualsiasi forma di discriminazione occorre il potere, il dominio.

Articolo 21. (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)

È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

 

Come si manifesta questo tipo di discriminazione?

1) Presunta superiorità di un’etnia, di un gruppo sociale, una religione, di un sesso, rispetto all’altro.

2) Odio e istigazione all’odio, per sesso, etnia, gruppo sociale, religione, orientamento sessuale..ecc..

3)  Inquadrare in base agli stereotipi e ai relativi pregiudizi, etnie, gruppi sociali, religioni, ecc..

4) Assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso, religione, orientamento sessuale, etnia, ecc..

Come abbiamo visto, ad essere discriminati, non sono solo le persone,  per sesso,  orientamento sessuale o razza. ( ho scritto “razza” tanto per ricordare che le razze nella specie umana non esistono) ma anche in base alla fede religiosa.

Contro  le discriminazioni, la religione  è tutelata, dal codice penale italiano:

Art. 724.

Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.

Art. 404

Chiunque, in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.

Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni

.

Nessun Cattolico, si erge in questo caso, come paladino delle libertà d’opinione.

Il codice penale “Zanardelli” sostituisce nel 1889 il termine “blasfemia”, con “vilipendio”.

Dalla nascita della Repubblica, risapute sono le condanne per vilipendio a Vauro, a Pasolini, Ciprì e Maresco, Corrado Guzzanti, la rivista il Male, il film il Papocchio di Arbore e Benigni e tanti altri.

Altre meno note:

1950- condannato per aver definito la Chiesa cattolica come “un nemico, puntello di tutte le infamie sociali”

(1953) Per aver rivolto  la parola “vigliacchi” ai partecipanti a una processione religiosa.

(1953) Per aver detto: “la Chiesa è oramai diventata un mercato nero” e che “l’ostia consacrata era considerarsi fatta con farina”.

( 1967) Affermare che i dogmi sono un’invenzione dei preti e che la Chiesa cattolica insegna il contrario di quanto voluto da Gesù.

Nel 2002 la Guardia di Finanza,  ha chiuso 5 siti, definiti “altamente offensivi per il sentimento religioso e la religione cattolica”.  La richiesta di chiusura era stata formulata direttamente dalle colonne del quotidiano vaticano L’Osservatore Romano.

Nel 2006, sono stati chiusi due forum, sui quali i navigatori avevano lasciato commenti fortemente critici dell’atteggiamento tenuto dalla Chiesa cattolica nei confronti dei reati di pedofilia commessi da suoi membri.

Questi sono i paladini della libertà di pensiero.

Lo stato italiano, che dovrebbe essere laico, non salvaguardia, il cittadino non credente, ma si è assunto il compito di difendere i dogmi religiosi, sostenendo che la maggioranza dei cittadini è credente. Come se fosse il numero a fare il diritto e non la ragione.

Se pensiamo che contro la libertà di espressione ci sia solo il mondo Mussulmano facciamo un grande errore, pensiamo alla pesante condanna che è stata  inflitta al gruppo musicale russo Pussy Riot.

L’ex Ministro degli esteri Franco Frattini, che ha invitato, dalle colonne dell’Osservatore Romano, a creare una sorta di “Santa Alleanza monoteista” contro l’ateismo, il materialismo e il relativismo. Vedere qui, e qui.

Oppure; Giulio Terzi (ex ministro) ha invece espresso la necessità di “perseguire penalmente chi offende le religioni”, perché “nessuno deve permettersi di dileggiarle o di scherzare su questi valori”. Come si vede, la libertà di espressione non è affatto un diritto garantito una volta per tutte.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Anticlericalismo, Ateismo, sessismo. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Discriminazione.

  1. Paolo ha detto:

    se fosse per me abolirei tutti i reati di opinione, e da non credente ritengo che nessuna religione debba avere favoritismi o tutele speciali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...