Buonsenso o senso comune.

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“La differenza tra il buon senso e la paranoia è che il buon senso è pensare che tutti siano lì pronti a fregarti. La paranoia è pensare che essi stiano cospirando.”

Non ricordo di chi è questa frase, ma mi è tornata in mente in questi giorni  guardando la Tv, mi sono resa conto che il nuovo tormentone politico è il “buon senso”.  Dai legaioli alla destra fino agli ex-ex- ex-sinistra, sono tutti li a parlare del “buon senso”. Ricordate il culto del “bipolarismo”? A tal punto che i partiti erano diventati “poli” e l’”alternanza”? Bene, gli stessi cultori, gli stessi sacerdoti del “bipolarismo” in una breve stagione sono passati dall’”alternanza” al culto della “coesione”, così come si cambia un paio di pantaloni.

La coesione;  tutti insieme per fare le cose che contano.  Evidentemente,  precedentemente  si facevano solo le cose che non contavano.

 La coesione, ha portato a contendersi quel poco di elettorato che è rimasto, quella parte chiamata “moderata”, (altro tormentone) che non è altro quella più istintiva, conservatrice e reazionaria dell’elettorato.  Destra e sinistra si contendono l’elettorato “moderato” con le stesse armi “lessicali” e “concettuali”.

Qui sospendo la mia analisi politica, per analizzare il nuovo tormentone; “buonsenso o senso comune”.

Dal dizionario apprendiamo che: “Capacità naturale, istintiva, di giudicare rettamente, soprattutto in vista delle necessità pratiche.”  Treccani.

Fin qui nulla di male, apparentemente.

” Il buon senso è la cosa nel mondo meglio ripartita: ciascuno infatti pensa di esserne ben provvisto.” René Descartes- Discorso sul metodo.

Il concetto di buon senso o senso comune non ha un significato univoco, ossia; come innata disposizione “pratica” a comportarsi ragionevolmente nelle circostanze ordinarie della vita, come singola persona, esso viene di solito apprezzato positivamente. Ma al buonsenso si attribuisce anche un  significato “conoscitivo”, intendendolo come un bagaglio di conoscenze, giudizi, convinzioni e principi largamente condivisi anche da chi non ha particolari competenze. Infatti è possibile vederlo come atteggiamento ingenuo, acritico e molto spesso fallace.  Il fatto che certe convinzioni e principi appaiano condivisi dalla stragrande maggioranza degli uomini e donne è visto come una garanzia della loro “validità”.

Le caratteristiche salienti del buonsenso, sono: credenza ; opinioni condivise dalla maggioranza;  assenza di dubbi e convinzioni soggettive.

La verità intesa come coerenza con i dati e la realtà oggettiva, è esclusa dal buonsenso, come esclusa è la conoscenza, cioè la comprensione dei fatti.

“Fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e conoscenza.”

Dante Alighieri. (Divina Commedia- Inferno )

Riferirsi al “buon senso” equivale ad accettare posizioni pregiudiziali irriflesse, ossia a prendere acriticamente per vera un’”opinione” o un “sapere” che ha solo il merito di essere diffuso.

Ritengo che un politico debba avere il buon senso di non usare mai il buonsenso in politica.

Il buon senso, si presta alla più misera e pericolosa propaganda politica.

I politici,  degli ultimi anni, con un sapiente uso dei sondaggi, apprendono quali sono i desideri e i bisogni delle persone, promettono loro di esaudirli, ma poi nei fatti compiono azioni, spesso in antitesi con i desideri delle persone, danneggiandole e beffeggiandole.

Si rivolgono all’elettorato, tramite l’uso di frasi indefinite, senza analizzare la loro validità o tentare di determinare la loro ragionevolezza o applicabilità, per fornire risposte semplici a problemi sociali complessi. Parlano all’”uomo comune”, “alla pancia della gente” nel tentativo di far identificare nelle persone, che il loro punto di vista,  corrisponde al “senso comune.” Con citazioni, testimonianze infantili, dentro o fuori contesto, etichettando e generalizzando, per supportare o rigettare una data politica, azione o programma,  per far si che il pubblico si identifichi e che accetti le opinioni e le convinzioni come se fossero le sue.

In ultima analisi, quelle che in psicologia sociale si chiama “banalità scintillanti”,  cioè l’uso di parole con una forte carica emotiva, associate a concetti , che portano a convinzioni senza nessun supporto reale o di ragionamento: libertà; patria; famiglia; lavoro, amore.. Ecc.. Parole che chiedono l’approvazione senza esaminare la ragione.

Frasi come, “famiglia naturale” o “famiglia tradizionale”,  sono delle “banalità scintillanti”, perché sono vaghe, prive di senso e in antitesi, ma hanno una connotazione favorevole al “senso comune”.

Il senso comune, ha la necessità di un “capro espiatorio” e di un “nemico”. Per esempio: Il partito di Salvini, ha avuto sempre la necessità di avere un nemico, interno o esterno. Ricordate che inizialmente erano i meridionali e tutti quelli che abitavano al di sotto del Po. Di volta in volta si sono aggiunti altri nemici da odiare, zingari, stranieri, l’euro, l’Europa,  la Germania, omosessuali, donne o meglio le non ben definite femministe, ecc…ecc.. tutti i problemi, si risolvono eliminando il nemico.  Il buio della ragione.

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Cosa a reso possibile i campi di sterminio nazisti, se non il senso comune? 

Se noi prendiamo il manifesto: “In difesa della razza”, pubblicato il 5 agosto 1938, vediamo che è pieno di luoghi comuni, buon senso o senso comune ma di fondamenti scientifici, nemmeno uno.

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Sullo stesso argomento:

 Democrazia.

Leader

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3 risposte a Buonsenso o senso comune.

  1. Il Pinza ha detto:

    La diligenza del buon padre di famiglia…….

    • IDA ha detto:

      Assalto alla diligenza.. 🙂
      Fa riferimento nell’onorare i debiti.. ma ce li vedi questa classe politica ad onorare i loro debiti? 🙂

      • Il Pinza ha detto:

        In giurisprudenza viene riproposto spesso come qualità da rispettare, come se solo un padre potesse avere la capacità di rettitudine. Ma come dovrebbe essere un buon padre di famiglia? E’ come il senso comune, ognuno possiede il proprio. Siamo messi bene…. 🙂

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