Gli italiani sono un popolo di Eroi e di Vispe Terese.

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Gli italiani sono un popolo di eroi, santi e navigatori. Schettino è il navigatore, forse codardo, molti altri si sono ritagliati il ruolo di eroi e santi, che a detta loro mai e poi mai abbandonerebbero la nave.”   Così conclude il pezzo di Angela Azzaro, che trovate qui.

Io non l’abbandonerei mai, perché io non farei mai il capitano di una nave e non ho mai avuto l’aspirazione di farlo.. il punto non è se ci comporteremo nella stessa maniera o in maniera diversa, perché questo è pretestuoso e forviante.. un vecchio anarchico, che ha passato metà della sua vita in carcere e l’altra metà a combattere i fascisti in Spagna e con la resistenza Francese, che per me è stato un maestro di vita e continua ad esserlo tuttora, dopo più di trent’anni dalla sua morte..(1980) mi diceva: “La libertà va sempre coniugata con la responsabilità. Bisogna sempre assumersi la responsabilità delle proprie azioni.”

Appunto; la  RESPONSABILITÀ.

Non c’entra nulla essere garantisti o no, con il richiamare alla responsabilità. Schettino, in qualità di capitano era responsabile della rotta e dell’incolumità dei passeggeri, se non lui chi? Ha minimizzato e dato l’allarme in ritardo? Si o No?

Il bello dell’Italia, non si sa mai chi è il responsabile di quello che accade, e se osi chiedere che qualcuno che si assuma le responsabilità dei propri disastri, ecco subito lo scarica barile, sempre vittima dei complotti, a sostegno arrivano le penne d’oro della retorica: Azzaro e Panebianco  a intimorire a far sentire sbagliato chiunque osi richiamare qualcuno alla sua responsabilità..

Se uno acquista una casa nuova e dopo tre anni crolla il tetto per cedimento strutturale; (cosa che è realmente accaduta) chi è il responsabile? L’impresa edile che ha fatto la casa è responsabile solo  in quantità e qualità del materiale, che deve essere conforme al progetto. Per dieci anni è responsabile il geometra che ha firmato il progetto e l’ingegnere che ha fatto i calcoli.. Se il tetto è crollato vuol dire che c’è stato un errore di progettazione o di calcolo. Individuare l’errore e le eventuali responsabilità penali,  è un altro discorso. Vorrei vedere la signora Azzaro, se le crolla il tetto e va dall’ingegnere a metterlo di fronte alle sue responsabilità, e che egli rispondesse: “Se sei più brava di me, perché non l’hai fatti te i calcoli?”  Ma io non sono un’ingegnere.  Appunto!  Io non sono un capitano di una nave. La responsabilità di un geometra o di un’ingegnere viene pagata, come tutti i mesi il Capitano Schettino era contento di avere quelle responsabilità quando ritirava lo stipendio..

Quindi se qualcuno si sente indignato se Capitano Schettino da una lectio magistralis, o quello che era alla Sapienza;  mi sembra normale l’indignazione,  quello che non è normale, è il non indignarsi, lasciarsi intimorire e assopire la coscienza.

Ma voglio essere ancora più provocatoria: Se al comando della nave c’era una donna?

Ci sarebbero stati tutti questi garantisti?

Oh forse, si proprio loro, tutta questa flotta di garantisti,ora, dopo; impegnati ad arrotare la lama della ghigliottina e ad ungere la corda, ad intimorire chiunque ricordi che siamo in uno stato di diritto, ecc..ecc.. Poi si sa una donna a bordo porta sfiga.. è una sprovveduta, una gossippara.. Si dia inizio alla raccolta di firme per allontanare le donne dalle cabine di comando!.. Tutta colpa delle femministe! È colpa della Boldrini e della  Kyenge…..

Si!  Perché poi partirebbero anche gli sciacalli di turno, pronti a strumentalizzare qualsiasi cosa pur di dimostrare che le donne sono tutte sbagliate e le femministe delle criminali. http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/08/14/per-favore-non-strumentalizzate-robin-williams-contro-le-donne/

Oddio, già anche sul caso della “Costa Concordia” avevano già iniziato a scaricare la responsabilità su una donna.. Domnica Cermortan, la ragazza Moldava. ..

“Si avvia alla soluzione il giallo della donna misteriosa avvistata a bordo della Costa Concordia insieme al Comandante Francesco Schettino.” […]Ricostruendo la serata attraverso i racconti dei passeggeri, risulta che la moldava è stata vista a cena col Comandante al tavolo di riguardo del ristorante più esclusivo della nave, il “Club Concordia”, dove tra l’altro Schettino avrebbe alzato parecchio il gomito. Successivamente i due si sarebbero spostati, insieme al maitre, verso la plancia di comando per assistere al fantomatico inchino.”  ( Repubblica – 20 gennaio 2012.)

Si sa gli uomini quando hanno vicino una bionda e li parte il testosterone, non capiscono più nulla e poi una donna sulla plancia di comando porta sempre sfiga.

Se al comando della nave c’era una donna?  Il se; ha un valore condizionale, ipotetico, ammesso che;  e qui ci vengono in soccorso gli ultimi avvenimenti:

Il 6 agosto 2014 –  viene data la notizia che due italiane sono irreperibili in Siria. “Lo conferma la Farnesina spiegando che sulla scomparsa delle due ragazze, Greta Ramelli di Besozzo (Varese) e Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo), “sta lavorando l’Unità di crisi e la nostra intelligence”. Le due cooperanti non si trovano da circa sei giorni, mentre si fa sempre più strada l’ipotesi che siano state rapite.” “L’Unità di crisi – fa sapere la Farnesina – ha preso contatto con le famiglie che vengono tenute costantemente informate”. […] Al momento della scomparsa, le due connazionali si trovavano ad Aleppo dove stavano lavorando a progetti umanitari nel settore idrico-sanitario. “L’Unità di crisi – fa sapere la Farnesina – ha preso contatto con le famiglie che vengono tenute costantemente informate”.   (ANSAmed -6 Agosto 2014)

Queste sono le prime e uniche notizie che abbiamo, non sappiamo nemmeno per certo se sono state rapite il 28 di luglio o il 30. Due volontarie Italiane che si sono trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Cosa non difficile che possa accadere, non importa andare in Siria. Quindici anni fa, dovevo consegnare dei plichi urgenti ad uno spedizioniere, ma mi trovai nel mezzo di una rapina e sono stata sequestrata insieme a tutti i dipendenti della ditta.. sono stata una sprovveduta, un’ingenua? Non credo. Comunque io mi sono ritrovata nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Io sul caso di queste ragazze mi sarei aspettata un minimo di solidarietà o di silenzio.. Ma no! Sono sempre la solita ingenua.

Vediamo cosa scrivono tutti questi garantisti:

Giuseppe Marino, 8 agosto il Giornale:

“Sondaggio istantaneo in redazione. Quesito: dov’eri tu all’età delle ragazze rapite in Siria? Le risposte dei più incoscienti: nell’Afghanistan invaso dai russi, in Libano tra i cristiani sotto attacco, nella Russia profonda durante il colpo di Stato anti Gorbaciov. Conclusione: ma è difficile scagliare la prima pietra sui peccati di avventatezza di due ragazze che hanno seguito l’istinto e inseguito l’avventura. In ogni caso, dire che le Greta e Vanessa hanno violato ogni regola di prudenza è altrettanto lecito quanto dire che bisogna fare di tutto per riportarle in Italia.”   Cosa ne sa lui se hanno violato ogni regola di prudenza? Era li per dirlo? Conosce la dinamica del sequestro? No! Ma tutto il pezzo è incentrato sul colpevolizzare le ragazze e ci tiene a farci sapere che lui e i suoi colleghi sono più furbi, che se ne stanno con il culo al caldo e il conto in banca sempre in attivo.

Il giorno prima sempre il Giornale ma a firma di Luciano Gulli, che titola:

“Due italiane rapite in Siria Altre incoscienti da salvare.” E poi non li basta il titolo e continua:

“Solidarietà, certo, mancherebbe. Perché come si fa a non essere vicini, a non sperare il meglio per due ragazze che invece di andarsene al mare con gli amici decidono di passare l’estate in Siria, tra le macerie, sotto le bombe, ogni giorno col cuore in gola per dare una mano ai bambini di quel martoriato Paese? Bello, vero? Essere pronti a gettare idealisticamente il cuore oltre l’ostacolo, sacrificarsi per gli altri. Meno bello – e questo è l’aspetto che varrà la pena sottolineare, quando tutto sarà finito – è gettare oltre l’ostacolo anche i soldi dei contribuenti per pagare riscatti milionari o imbastire complesse, rischiose, talvolta mortali operazioni di recupero di certe signorine che oltre alla loro vita non esitano a mettere a repentaglio anche quella degli altri.”  In più non contento questo signore, Luciano Gulli,  ritira fuori la storia delle due Simone (Simona Torretta e Simona Pari) e si fa vanto di essere stato lui e la sua redazione ad averle sminuite e chiamate vispe Terese.. e colpevolizza Giuliana Sgrena, per la morte di Nicola Calipari.

E qui mi è venuto a mente un altro caso, dove questi signori facevano ben altri discorsi; Fabrizio Quattrocchi, il mercenario italiano che viene fatto prigioniero e ucciso in Iraq. Il Giornale si è adoperato per il riconoscimento e il conferimento della medaglia d’oro al valor civile.. Allora non si sono messi a fare i ragionieri a vedere quanto è costato ai contribuenti. Stesso discorso vale per gli sprovveduti fucilieri che non sanno riconoscere un pescatore da un pirata. Gli uomini sono degli eroi, le donne delle sprovvedute.

Queste ragazze sono state definite delle sprovvedute, delle ingenue, “bene che non si giochi alle ‘piccole umanitarie’, ma con le barbie”  Per non dire dei commenti dei lettori, da quelli del Giornale a quelli del Fatto.

, Per Maurizio Blondet, visto che si fanno fotografare sempre abbracciate, arriva alla logica conclusione che sono anche lesbiche. Vengono definite stronzette, gossipare e altro.. Hanno colpevolizzato le famiglie, strano modo di stare vicino al dolore dei famigliari, tanto che il padre di Vanessa si è sentito in dovere di intervenire; «Mi ha fatto male in questi giorni leggere e ascoltare i commenti di persone che parlano di Vanessa e Greta come di due ragazzine superficiali» Corriere it. 14 agosto.  Io mi chiedo, ma Angela Azzaro e tutti i garantisti dove sono? In ferie?

Il Sessismo.

Da adolescente, io ero un’accanita lettrice di fumetti, tra i miei preferiti c’era il Comandante Mark, il quale un giorno, salva una ragazza dalle lunghe trecce bionde da un branco di lupi, e di lei s’innamorò subito. La ragazza si chiamava Betty ed è l’eterna fidanzata dell’eroe. Il Comandante Mark porta Betty con se al forte sull’Ontario. Cosa ci fa una donna in un fortino di patrioti? Viene assegnata  alle cucine.. anche i patrioti mangiano e la cucina è il posto giusto per una donna. Betty, ogni volta che esce dal forte si mette sempre nei guai, viene rapita dagl’ indiani, dai pirati dagl’Inglesi ecc..ecc.. E il nostro eroe deve sempre intervenire e mettere a rischio la propria vita  per salvarla. Il comandante Mark, edito dalla Bonelli, è del 1966, ma la sceneggiatura sembra scritta dalla redazione del Giornale di oggi.

Dal Giornale, ma non solo, un po’ da tutto il giornalismo italiano, le donne vengono sminuite, vengono sempre accusate di volersi mettere in mostra, sono delle esibizioniste, lo fanno per la notorietà, sono delle sprovvedute,  delle ingenue, incapaci, inette, sempliciotte, vogliono fare cose  di cui non sono all’altezza, “hanno voluto impicciandosi di una guerra non loro di cui non capiscono niente” (Blondet.) Perché la guerra è una cosa da uomini, le donne devono stare in cucina, e consolare l’eroe al ritorno dalle dure battaglie. Gli uomini sono degli eroi, le donne delle sprovvedute.

PS:  Il vecchio anarchico che cito all’inizio, si chiamava Gino, ed era il mio nonno materno..

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3 risposte a Gli italiani sono un popolo di Eroi e di Vispe Terese.

  1. unaeccezione ha detto:

    Io leggo sempre con uno straordinario ritardo le cose interessanti : )

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