Erotismo e Pornografia.

danae

Con il termine pornografia, ( dal greco porne-prostituta e graphia- scrittura). Si indica un produzione culturale volutamente destinata ad sollecitare stimolazioni sessuali.

Con il vocabolo erotismo si vuole esprimere l’atteggiamento che privilegia, nella vita sociale e nelle manifestazioni culturali, le forme della vita sessuale.

La realizzazione dell’atto sessuale non è altro che l’incontro tra desiderio ed erotismo. Con l’erotismo al servizio del desiderio.

“Con il termine erotismo si indica da un lato tutte le attività sessuali, o comunque con motivazioni sessuali, sia a livello somatico che psichico e le varie forme e localizzazioni della sessualità nell’evoluzione della persona umana; dall’altro lato, esso fa riferimento alla presenza, deliberata o inconscia, di richiami di natura sessuali, implicita od esplicita, nel comportamento nell’abbigliamento, nel linguaggio e in particolare nella comunicazione artistica e letteraria”. (John Borneman )

Nell’erotismo  è importante e rilevante la presenza di un vissuto emotivo,  la pornografia si caratterizza,   per la netta separazione fra la sessualità, esibita nella sua crudezza, e il vissuto emotivo, che ne è perlopiù escluso.

L’erotismo implica; suggestione, allusione e attesa.

L’erotismo è un fatto privato, la pornografia è un fatto pubblico che sfrutta l’erotismo, riducendolo al semplice e crudo atto sessuale.

Anche se spesso, può risultare difficile distinguere l’erotismo dalla pornografia, la differenza si può rintracciare nella costruzione dei soggetti erotici, che è indispensabile  nell’erotismo, ma è assente nella narrazione pornografica, dal momento che è importante solo la crudezza del rapporto e non la psicologia dei personaggi.

L’erotismo; è metafora della seduzione, suggerisce, turba, insinua, scandalizza, provocando un piacere puramente celebrale, che rimanda alla carnalità.

La pornografia non rimanda a nulla, è un surrogato del rapporto sessuale, è solo un prodotto, un bene che può essere acquistato o venduto..

 

Tratti caratteristici del materiale pornografico.

La narrazione pornografica è l’esaltazione del “supermaschio”, eroe che deve la sua specificità negli attributi sessuali fisici, di cui in genere ne sono del tutto privi gli altri uomini, che sono spettatori e consumatori del messaggio pornografico.  Tali attributi del supermaschio, rientrano nella categoria,  di “super”, per ragioni quantitative e qualitative; appaiono, inesauribili, illimitati, smisurati e insaziabili. Pur dimostrando di non essere dei grandi amatori, sono degli instancabili stantufatori. La pornografia è l’ affermazione del maschilismo, il tripudio, il trionfo del maschilismo.  Nella pornografia, il maschilismo è rappresentato con un arrogante narcisismo fallocentrico, che chiede di poter saper leggere, l’intero universo del sesso e della seduzione solo attraverso le proprie misure.

Le donne, le Star e no, sono solo degli “oggetti”, da girare e plasmare, sono bocche da riempire una faccia da spruzzare di sperma, ani da dilatare e mostrare alla telecamera, come esaltazione della potenza fallica del supermaschio.

La disgregazione dei corpi, nell’intreccio degli orifizi; bocca-ano, vagina-ano, bocca-vagina, distrugge la soggettività della donna, che sotto la pressione dell’organo penetrativo, la trasforma da corpo carnale in “pezzo” di carne.

Le donne, le Star e no, non sono impegnate nella ricerca del proprio piacere, ma a soddisfare le richieste maschili, che non lasciano possibilità di esprimersi alle donne, nemmeno verbalmente, data la frequenza dei rapporti orali a cui sono sottoposte.. solo sospiri e gridolini, spesso aggiunti in fase di produzione e l’unica significativa parola di senso compiuto è “Si”. Un avverbio, che è il manifesto del maschilismo e della produzione pornografica: Le donne possono dire solo “SI” alle richieste di un uomo.

A differenza dell’erotismo, nella pornografia, non vi sono relazioni, ma giustapposizioni, accostamenti  di corpi o parti di corpi, ogni considerazione umana è esclusa.

I movimenti e le posizioni sono schematizzati e standardizzati e slegati al vissuto erotico quotidiano.

Nella letteratura pornografica il linguaggio era il punto di forza, dal momento che era l’unico depositario delle parole proibite. Con l’avvento del porno-visivo il linguaggio , è un limite, un ostacolo un impedimento, solo il sesso è assoluto, totale e globalizzante, senza emozioni, senza motivazioni. Il meccanismo è sempre lo stesso, una donna che si trova all’interno di una stanza, o entra in una stanza, dove ci sono uno o più uomini, che iniziano a toccarla, prima i seni, poi i fianchi, le allargano le natiche. Poi lei viene subito impegnata in rapporti orali, poi vaginali, anali e le vengono in faccia. Tutto questo accompagnata con gesti violenti, da parte degli uomini; viene strattonata, rigirata, le tirano i capelli, le strizzano i seni. Nei rapporti orali, spesso è tenuta con le mani per la gola, o per la testa, schiaffeggiata sulle guance o sulle natiche prima dei rapporti anali.. e raramente c’è l’uso del preservativo, anche perché nella pornografia, non c’è posto per l’igiene sessuale e la contraccezione, perché è il mondo fantastico del perfetto maschilista, dove le malattie veneree e la gravidanza son sconosciute e le donne non hanno mai le mestruazioni.

La sessualità nella pornografia viene distorta, non c’è una progressione regolare nella fase dell’eccitamento. Nella maggior parte delle scene pornografiche, sono assenti qualsiasi forma di preludio all’atto sessuale, ma tutto si trasforma rapidamente in attività sessuale genitale. Le scene in cui una donna raggiunge chiaramente un orgasmo sono rare, e fanno parte della leggenda del porno, io non l’ho mai visionate, simulato si, ma reale no.. Anche nelle interviste di molte pornostar, questa verità viene fuori, la maggioranza di loro, ammettono che non hanno mai raggiunto un orgasmo sul set. Mentre l’orgasmo maschile è presente, e caratterizzato dall’eiaculazione su tutte le parti del corpo della donna, preferibilmente in bocca o in faccia.

 

Conclusioni:

L’erotismo, è il gioco dell’immaginario al servizio del desiderio. È scandalo, turbamento, violazione delle regole dei tabù. Ma soprattutto prevede rapporti soggetto/ soggetto.

La pornografia, è solo un prodotto commerciale, che non ha nulla ha che fare con l’erotismo, il vissuto sessuale e la libertà sessuale. Rappresenta il mondo fantastico del maschio eterosessuale, dove la donna dice sempre “SI”, dove la donna viene de-umanizzata,  le viene negata una soggettività, per essere  considerate solo per l’utilizzo sessuale. Il paradiso di ogni buon maschilista, dove la donna finalmente non rompe i coglioni….

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