VOLTAIRINE DE CLEYRE

Voltairine de Cleyre (1866-1912) Fu un’anarchica e una femminista. Girò la nazione americana come oratrice e scrisse poesie, racconti e saggi.

Nacque 17 novembre 1866 a Leslie nel Michigan, da una famiglia povera e all’età di tredici anni fu mandata per la sua educazione in convento. Voltairine odiò quel periodo. Le si insegnava a ripetere asserzioni religiose cui non credeva, tanto che decise che mai avrebbe mentito anche se questo avesse significato la sua dannazione. Cercò di fuggire dalla scuola, raggiungendo a nuoto Port Huron, nel Michigan e poi incamminandosi per 17 miglia verso casa. Ma il padre la rimandò indietro, tre anni dopo Voltairine si diplomò con la medaglia d’oro e lasciò il convento.

Nel suo saggio “Come sono diventata anarchica”, Voltairine spiegò l’impatto e l’influenza avuta dal convento sul suo pensiero. «Sono riuscita finalmente ad andarmene, tre anni più tardi, che ero una libera-pensatrice anche se, nella mia solitudine, non avevo mai letto un solo libro né avevo inteso una sola parola che mi aiutasse. Ho attraversato la “valle dell’ombra della morte” , ed il mio cuore porta ancora indelebili cicatrici, là dove l’Ignoranza e la Superstizione mi hanno bruciato con il loro fuoco infernale, durante questo sinistro periodo della mia vita. […] Paragonate alle lotte della mia gioventù, tutte le altre che ho dovuto portare avanti sono state facili, perché, indipendentemente dalle circostanze esterne, non obbedii ormai che alla mia sola volontà interiore. Non devo prestare fedeltà a nessuno e non lo farò mai più; mi dirigo lentamente verso un solo scopo: la conoscenza, l’affermazione della mia libertà, con tutte le responsabilità che ne derivano. Questa é, io ne sono convinta, la ragione principale del mio interesse per l’ anarchismo».

Quando lasciò il convento, a diciassette anni, rigettò ogni dogma religioso e l’ipocrisia con cui essi venivano accettati. E fu socialista,finché non scopri l’anarchismo. Emma Goldman disse di lei: “Il suo intrinseco amore della libertà non poteva fare la pace con le teorie stataliste del socialismo”. Ciò che mutò le sue idee fu la conoscenza di Benjamin Tucker, l’anarchico individualista che fu curatore ed editore di Liberty, il principale notiziario anarchico, dal 1881 al 1908. Più tardi Voltairine de Cleyre fu in disaccordo con Tucker e divenne un’anarchica mutualista.

Nei successivi anni abbracciò e successivamente abbandonò molte varianti delle filosofie anarchiche,  “era come se cercasse abito dopo abito di trovare uno che le si adattasse bene”. (Emma Goldman) Nessuna dottrina la soddisfaceva pienamente e così, alla fine, decise di modellarsene una propria. (Anarchica senza aggettivi)

Dopo  la negativa esperienza sentimentale con Hamilton Garside, che la portò verso una grave forma di depressione, (testimoniato dalle poesie del periodo e dal tentato suicidio.) ma fu di stimolo al suo lato femminista, portandola a riflettere sulle relazioni tra i sessi e alla maniera in cui la società riduce le donne in meri oggetti sessuali.

“è più importante per noi che qualsiasi altra, a causa dell’interdizione che pesa su noi, delle sue conseguenze immediate sulla nostra vita quotidiana, del mistero incredibile della sessualità e delle conseguenze terribili della nostra ignoranza sull’argomento”. Tutta la sua vita, Voltairine combatté il sistema della sovranità maschile. Secondo Paul Avrich, “una gran parte della sua ribellione proveniva dalle sue esperienze personali, colpa del modo in cui la trattarono la maggior parte degli uomini che condivisero la sua vita e che la trattarono come un oggetto sessuale, una riproduttrice o una domestica”.

Le idee non violente di Voltairine furono brutalmente messe alla prova alla fine dell’anno 1902.  Voltairine si guadagnava da vivere dando lezioni di svariato tipo. Insegnava soprattutto l’ inglese alle famiglie e agli operai.  Un giorno, uno dei suoi ex allievi, Herman Helcher, l’ aspettò per strada e tentò di assassinarla. Gli sparò un proiettile nel petto, quindi, quando ella crollò a terra, altri due proiettili alla schiena. Voltairine riuscì tuttavia ad alzarsi e a camminare per decine di metri, prima che un medico, che casualmente passava di lì, poté andare in suo aiuto e chiamare un’ambulanza. Fu ricoverata in stato di choc e si temette per la sua vita. Quello che fece in seguito scandalizzò e creò rabbia in molti concittadini, ma ciò le valse, a lungo termine, il rispetto di molta gente. Convinta che il capitalismo e l’ autoritarismo corrompessero gli esseri umani e li spingesse ad utilizzare la violenza, reagì di fronte a questo tentativo d’ assassinio, conformemente alle sue convinzioni.  Voltairine rifiutò d’identificare Helcher come suo aggressore e di depositare una denuncia contro lui.

Scrisse in seguito una lettera che sarà pubblicata dal principale quotidiano di Philadelphia, città in cui all’epoca abitava.

«Io non provo nessun risentimento contro quest’individuo. Se la società permettesse ad ogni uomo, ogni donna e ad ogni bambino di condurre una vita normale, non ci sarebbe alcuna violenza in questo mondo. Sono piena d’orrore quando penso che atti brutali siano commessi in nome dello Stato. Ogni atto di violenza trova il suo eco in un altro atto di violenza. Il manganello del poliziotto fa sorgere di nuovi criminali». «Contrariamente a ciò che crede la maggior parte della gente, l’anarchismo desidera la “pace sulla terra per gli uomini di buona volontà”. Gli atti di violenza commessi in nome dell’anarchia sono atti compiuti da uomini e donne che hanno dimenticato d’ essere filosofi – dei professori del popolo – perché le loro sofferenze fisiche e mentali li spingono alla disperazione».

Dopo la sua convalescenza, Voltairine iniziò una serie di conferenze «sul crimine e la sua repressione», la riforma delle prigioni e la loro soppressione. Continuò a battersi perché la giustizia fosse clemente verso Helcher.

Sempre a Philadelphia, fa conoscenza con James B. Elliott, La sua relazione con Elliott non durò a lungo, ma si trovò incinta di lui e mise al mondo, il 12 giugno 1890, il piccolo Harry de Cleyre, il suo unico figlio. Voltairine non aveva alcuna intenzione di essere madre e non voleva allevare bambini. Secondo Paul Avrich, «fisicamente, emozionalmente e finanziariamente, non si sentiva capace di fare fronte alle responsabilità della maternità». Harry fu educato da suo padre a Philadelphia. Se Harry e Voltairine ebbero pochi contatti, Harry rispettò ed ammirò sempre sua madre. D’ altronde prese il suo cognome, e non quello di suo padre, e chiamò la sua prima figlia proprio Voltairine.

A Philadelphia, Voltairine fu molto attiva in diversi campi. Per le donne della “Ladies Liberal League“, organizzazione di libere-pensatrici, di cui Voltairine fu una delle fondatrici nel 1892, mise in piedi un programma di conferenze su temi quali la sessualità, i divieti, la criminalità, il socialismo e l’anarchismo. Nel 1905, Voltairine e molte delle sue compagne anarchiche (in particolare Natasha Notkin , Perle McLeod  e Mary Hansen), fondarono la “biblioteca rivoluzionaria”.

Per le sue attività di conferenziera, aveva percorso gli Stati Uniti già numerose volte, mentre, in qualità di organizzatrice, si occupava anche di trovare una sistemazione agli oratori stranieri, cosa che le permise di conoscere molti rivoluzionari europei. Invitata dagli anarchici inglesi, si recò in Europa, dove diede decine di conferenze su argomenti come la «storia dell’anarchismo negli Stati Uniti», «anarchismo e economia», «la questione femminile» e «l’ anarchismo e la questione sindacale». In Inghilterra, incontrò anarchici russi, spagnoli e francesi, ed ebbe certamente numerosi contatti ed amicizie con gli anarchici britannici. Al suo ritorno in Stati Uniti iniziò a scrivere una rubrica intitolata American Notes per «Freedom», un giornale anarchico di Londra.

Nel 1910; Seriamente depressa e malata, Voltairine traslocò a Chicago.

“Nella primavera del 1911, nel momento in cui è immersa in una disperazione profonda, Voltairine riprende coraggio grazie alla rivoluzione che scoppia in Messico e soprattutto grazie all’ azione di Ricardo Flores Magón , l’ anarchico messicano più importante di ogni epoca” . Paul Avrich. )

Voltairine ed i suoi compagni raccolsero fondi per aiutare la rivoluzione ed iniziarono a dare conferenze per spiegare gli accadimenti e l’ importanza ella solidarietà internazionale.

La sua salute si indebolì considerevolmente sino alla morte, avvenuta il 20 giugno 1912. Duemila persone assistettero ai suoi funerali presso il cimitero di Waldheim, dove fu seppellita vicino ai martiri di Haymarket.

 

PS: Wikipedia, riporta che Voltairine: “Venne sepolta vicino a Emma Goldman e altri anarchici.” Ma Emma Goldman, morirà nel 1940 a Toronto in Canada. Penso che faccia riferimento ad un monumento dedicato ad Emma Goldman.

 

Riferimenti:

http://voltairine.org/index.html

http://sunsite.berkeley.edu/Goldman/Writings/Essays/voltairine.html

http://libertaire.pagesperso-orange.fr/portraits/cleyre.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Voltairine_de_Cleyre

http://ita.anarchopedia.org/martiri_di_Chicago

http://ita.anarchopedia.org/Voltairine_de_Cleyre

 

 

 

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