Francesca Caccini

«nei primi secoli di vita della chiesa cristiana, le donne furono parte attiva nelle cerimonie, ma in seguito le autorità religiose si opposero all’utilizzazione delle voci femminili. Con la costruzione di chiese, basiliche e monasteri la musica divenne una pratica esclusiva dei monaci e dei musicisti di professione. Le suore cantavano all’interno dei loro conventi e nei secoli successivi incrementarono le attività musicali fino ad incorrere in una serie di misure restrittive attuate da numerosi papi» [Patricia Adkins Chiti, Almanacco delle virtuose, primedonne, compositrici e musiciste d’Italia, DeAgostini]

Gli uomini e le donne, non hanno avuto la stessa storia, i protagonisti della storia sono uomini, degli uomini conosciamo sempre il nome, quasi sempre la formazione culturale, le amicizie, gli spostamenti, i luoghi e le date di nascita e di morte. Delle donne no, pochissime eccezioni.

“Solo gli uomini potevano divenire Maestro di Cappella o Maestro di corte. È solo nei conventi o nelle famiglie di musicisti che le donne vengono iniziate ad una istruzione musicale che va oltre il vezzo e il passatempo consono alle fanciulle. Inoltre la maggior parte dei manoscritti e anche molte delle prime pubblicazioni musicali del 1500 e del 1600 rimasero anonime: soltanto alla fine del 1600 le donne cominciarono a firmare le proprie opere.
Francesca Caccini rappresenta un’eccezione per il suo tempo. Nasce nella corte Medicea, primogenita in una famiglia di musicisti: il padre, Giulio Caccini, musico di corte, cantante e compositore; la sorella, Settimia, cantante; la madre, Lucia Gagnolanti, è definita valente cantatrice d’ignoto casato. Anche la donna che Giulio sposerà dopo la morte della moglie, Margherita Benevoli della Scala, sarà una cantante
.” [Milena Gammaitoni – Enciclopedia delle donne.]

La Camerata dei Bardi o Camerata Fiorentina, è nota per aver elaborato gli stilemi che avrebbero portato alla nascita del melodramma o recitar cantando. Ne facevano parte il poeta Ottavio Rinuccini, il cantante e ballerino Jacopo Peri, i musicisti Emilio de Cavalieri, Girolamo Mei, Vincenzo Galilei, (padre di Galileo)  e Giulio Caccini, il padre di Francesca Caccini.

In occasione del matrimonio di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia. Il 6 ottobre 1600 in Palazzo Pitti, fu rappresentato l’ “Euridice.” Testo di Rinuccini, e musicato da Jacopo Peri e Giulio Caccini. “ il primo melodramma, nel puro senso del termine, la cui messa in scena sia storicamente documentata, e ad essa viene pertanto riferito l’inizio dell’opera moderna. Pertanto il testo di Rinuccini è considerato uno dei primi libretti d’opera, ma non il primo in senso assoluto. Infatti il Rinuccini, un poeta assiduo della Camerata de’ Bardi, aveva già composto attorno al 1595 un “libretto”: una Dafne musicata dallo stesso Peri.” (Wikipedia)  la Dafne fu rappresentata nel 1608.

La data di nascita di Francesca Caccini non è nota, ma sappiamo che  debutta all’età di tredici anni nell’Euridice, quindi si presume che sia nata nel 1587.

Venne immediatamente notata per la sua bellissima voce, e richiesta anni dopo, dalla stessa Maria dei Medici, alla corte del Re di Francia. Richiesta anche da Monteverdi a Mantova, ma Ferdinando I non la farà partire, in cambio concede la partenza della sorella Settimia Caccini anch’essa cantante e Ottavio Rinuccini per Mantova, dove il Rinuccini scriverà “Arianna” musicata da Claudio Monteverdi, nel 1608. ( la partitura è andata perduta: ne resta solo la celebre aria conosciuta come “Lamento di Arianna”), e Settimia Caccini debutterà nella parte di Venere, come soprano, sempre nell’Arianna.

Francesca Caccini nota con il diminutivo toscano Cecchina, oltre a distinguersi come cantante, è stata anche una poetessa, suona il liuto, l’arpa e il clavicembalo, ma soprattutto all’età di diciotto anni inizia a comporre. Scrisse madrigali, ballate, variazioni, musica per voce, e il melodramma; “La Liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina” . È la prima opera italiana scritta da una donna, e la prima ad essere rappresentata all’estero. Varsavia e Parigi.  Collaborò per anni con Michelangelo Buonarroti il Giovane, (pronipote di Michelangelo) che era amico di Artemisia Gentileschi di poco più grande di Francesca, questi rapporti di amicizia, definiti da alcuni come amore, sono documentati da una fitta corrispondenza.

Nel 1607 entra ufficialmente nell’organico di corte e diventa la musicista più pagata: passa dai 10 ai 20 Scudi mensili.

Si sposa con il cantante Giovan Battista Signorini.

Nel 1622 Francesca ha dato alla luce la loro unica figlia Margherita, che ha vissuto per diventare una cantante e successivamente una suora, ma poco o nulla si sa di lei.

“Un episodio che dà conto del carattere della Cecchina viene riportato da Antonio Magliabecchi. Nei suoi ricordi inediti la dichiara valente nel cantare e nel recitare, ma la dice «altrettanto fiera ed irrequieta». È proprio in relazione a questa sua prima opera che nacquero baruffe e litigi con il poeta di corte, Andrea Salvadori, il quale rifiutò di scrivere per la Caccini il libretto. Il Salvadori scrisse versi pungenti contro Saracinelli, il nuovo librettista, e la compositrice. Lei per risposta lo mise in ridicolo come amante, dai facili insuccessi, e riuscì a far naufragare la rappresentazione di una sua favola (Jole ed Ercole) dicendo che era una satira contro il principe. Si cominciò a far deduzioni poco lusinghiere sul carattere della Caccini, che fu detta vendicativa e dispettosa.” [Milena Gammaitoni – Enciclopedia delle donne.]

 “Alla fine del 1626 il marito muore e con questa morte si perdono le tracce anche della Caccini. Si sa soltanto che prestò servizio fino al 1628 nella corte medicea ma nulla di preciso si sa più della sua vita.” [Milena Gammaitoni – Enciclopedia delle donne.]

Alcune fonti non documentate  dopo il 1628, la vogliono a Lucca al servizio di un  banchiere e diplomatico Vincenzo Buonvisi.

Non è chiaro quando è morta, sappiamo che nel 1634 e 1637 è a Firenze, e dal 1640 non è più ricordata come vivente. .

Nonostante la fama ed il successo di cui si è detto Francesca Caccini, detta la  Cecchina cade nell’oblio più totale, rotto nel 1847 da un articolo pubblicato nella Gazzetta Musicale di Milano e da successivi studi storici e filologici, ma ancora oggi è ai più una sconosciuta.

 

 

 

 

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