L’anima è di Cristo, il corpo del marito.

 

“Unitevi nel timore di Cristo, le mogli obbediscano ai mariti come al Signore.” [Efesini5,31]

“Sarai sotto il potere del marito, ed egli ti dominerà”. [Genesi III, 16]

Il matrimonio è fondato su concetti e ordinamenti di valore teologico ecclesiastici. Possiamo parlare di un modello di matrimonio dal XIII secolo in poi.  Quel matrimonio, a vita, indissolubile e monogamico, modello che è  sopravvissuto fino alla nostra epoca.

Nello stesso periodo Chiara d’Assisi, fonda l’ordine delle Clarisse.  Promessa e matrimonio con Cristo.

Tuttavia molte donne, continuano a pensare  che il matrimonio, fosse la migliore condizione di vita possibile, e bisognava badare a sposarsi il più presto possibile.

La comunione tra marito e moglie, era considerata buon matrimonio, quando il marito regnava e la moglie ubbidiva incondizionatamente. Quindi una vita coniugale contrassegnata dal dominio e dalla sottomissione. I mariti si contraddistinguevano per la collera e la violenza e il controllo del modo di vita delle mogli.

Nella Parigi del XIV-XV secolo, i tribunali ecclesiastici sono pieni di istanze di separazioni di mogli, che denunciavano violenze di mariti-padroni e una continua esortazione da parte della chiesa, alle  mogli ad obbedire ai propri mariti, dimostra che non tutte le donne si lasciavano intrappolare così facilmente nel giogo del matrimonio, come speravano i teologi e moralisti del tempo.  L’assoluta posizione di forza del marito-padrone veniva continuamente sottolineata dalle autorità ecclesiastiche e laiche.  Una pretesa di cui non sempre le donne tenevano conto. Atti che testimoniano di donne che avevano cercato di eliminare i propri mariti, che non trovavano nessun’altra strada per sfuggire a quella violenza. I mariti erano la prima istanza del controllo sociale, solo al marito veniva concesso il diritto punitivo, da norme scritte e non scritte, dalle autorità ecclesiastiche e laiche e dalle consuetudini. Era un privilegio del tutto maschile, quello di punire anche con la morte, come il privilegio era quello di commettere adulterio da parte dei mariti senza conseguenze.  Solo le mogli di classi povere potevano godere di minor controlli, ma destinate alla prostituzione occasionale. Il diritto del padrone ad accedere al corpo delle proprie domestiche e contadine e numerosi sono gli esempi di condanne da parte di tribunali, per “fornicazione” da parte di donne che si erano prostituite, costrette dal marito. Le donne dovevano obbedire al marito, ma se nell’obbedire commettevano un reato, venivano punite loro e non il marito.

Proprio in questo periodo, mentre i tribunali ecclesiastici s’intasavano di istanze e denunce da parte di mogli, ha inizio in tutta Europa la “CACCIA ALLE STREGHE”.

L’obbligo della moglie di portare obbedienza, non è contestato da nessuno, né da scrittori religiosi, né da quelli laici. Anzi, gli umanisti, ripropongono in maniera fedele, il modello aristotelico del padrone di casa come centro di tutti i rapporti familiari. Il marito deve trovare nella moglie una brava collaboratrice subordinata. I predicatori e teologi stavano anche molto attenti all’atteggiamento sessuale delle mogli: L’amore carnale alimentato dalla lussuria viene assimilato all’adulterio, e ne produce gli stessi nefasti effetti; “lascivia, gelosia e pazzia.” Per questi teologi, l’amore deve affondare nella primigenia della creazione della donna, che è nata dalla costola dell’uomo ed è destinata ad esserli serva.  Lo stereotipo della costola, viene usato per giustificare l’inferiorità della donna, come volere divino. La moglie che ama il suo sposo, e ritiene che nessuno sia sapiente più forte e più bello del suo sposo, trova piacere in tutto ciò che lo circonda, trova buono o giusto tutto ciò che fa o dice. Il marito ha il compito di educare la moglie, perché Eva, disobbedì al Signore e ha travolto nel peccato l’intera umanità.

“ Questo sesso, ha avvelenato il nostro primo genitore, che era anche suo marito e suo padre, ha strangolato Giovanni Battista, portato a morte il coraggioso Sansone. In un certo qual modo, ha ucciso anche il Salvatore, perché se non fosse stato necessario per il suo peccato, nostro Signore non avrebbe avuto bisogno di morire. Maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato che quando è odiato.” [Goffredo di Vendòme ]

Il più geniale di tutti è Tommaso d’Aquino. “il marito ama più della moglie e ama di un amore più nobile,  dal momento che il marito stà alla moglie come il superiore all’inferiore,come il perfetto all’imperfetto, come chi da e chi riceve, come il benefattore e il benefatto, il marito da alla moglie la prole e lei la riceve da lui.”  L’amore coniugale è fondato sulla giustizia, non può quindi non adeguarsi al diverso grado di virtù, che esiste tra i coniugi; se il marito è amato di più, perché è dotato di una maggior razionalità, e quindi più virtuoso, mentre la moglie, naturalmente inferiore, deve ricevere una quantità d’amore inferiore, che è adeguata alla sua natura.

Quindi l’impossibilità di gestire da parte della donna razionalmente la propria affettività, l’impossibilità di trovare criteri esterni al proprio eventuale desiderio e amore verso il proprio coniuge. I criteri del suo amore sono quelli stabiliti di volta in volta dal marito alla moglie è richiesto solo una muta e totale obbedienza.

La donna non è solo oggetto passivo dell’amore del marito, ma responsabile, in quanto la donna deve farsi amare per evitare che il marito si perda della libidine, ma non deve farsi amare troppo per non suscitare la medesima libido. Per arginare la libido era stato istituito il matrimonio. Il debito coniugale deve garantire al marito una legittima attività sessuale e alle  donne la procreazione. Pertanto, alle donne è consentito l’uso della sessualità solo come strumento per generare prole.

La fedeltà è obbligatoria per le donne, perché la sessualità delle donne è finalizzata unicamente per la riproduzione. La donna adultera può essere ripudiata o uccisa.

isabella e leonora

Duby, ci dice che a Parigi era consuetudine affogare la moglie, adultera o presunta tale, a Firenze era consuetudine lo strangolamento.  Isabella de Medici, sorella del Granduca Francesco I e Figlia di Cosimo I,  sposata con Paolo Giordano Orsini, viene strangolata dal marito Paolo, con un laccio al collo, per sospetto adulterio, nel 1576, all’età di 34 anni. Pochi giorni prima sempre in casa Medici, il fratello di Isabella, Pietro de Medici,  strangolò, la moglie Leonora Alvarez de Toledo, (23 anni) dopo aver intercettato delle lettere tra lei e l’amante Bernardo Antinori.

 

Doveri del marito:

Mantenere la moglie, la quale è tagliata fuori da ogni possibilità di avere un reddito e dai cicli produttivi,  destinata all’attività domestica  di cura e conservazione e il marito deve garantire i mezzi di sussistenza. Provvedere alla moglie, non è un’operazione di assistenza puramente economica, ma al marito spetta anche il compito di stabilire e controllare che le richieste delle mogli, corrispondano a reali necessità, e non a capricci, di cui è incline per natura la donna. Il marito deve sorvegliare e reprimere l’abbigliamento e gli adornamenti della moglie, ma garantire la condizione adeguata, corrispondente allo stato sociale.

La funzione più importante del marito è quella pedagogica, la moglie dal marito ha da imparare tutto, perché è lui depositario, secondo il precetto paolino, ha la funzione di guida religiosa è il tramite tra l’assemblea dei fedeli e la moglie, che è condannata al silenzio.

Alla moglie deve insegnare l’economia domestica, e il risparmio e la prudenza, caratteristiche che la donna non ha, per inclinazione naturale.

Ma soprattutto deve curare l’istruzione morale e religiosa, indicare l’educazione ai figli; che spetta alla donna ma sotto dettato morale e religioso del marito.

Questa educazione deve essere impartita usando tutti i sistemi possibili, anche il “bastone”.

La possibilità tutta maschile della punizione fisica, fa saltare di fatto il criterio dell’aiuto reciproco dei coniugi, tra chi, ha l’obbligo dell’obbedienza e chi è investito della funzione di  sostenere, istruire e correggere, con qualsiasi forma che ritiene giusta ed essere unico giudice.

I vizzi delle donne:

Devono essere stimolate e incoraggiate al lavoro, perché le donne sono oziose e vagabonde per inclinazione naturale. Segregate  e se escono solo in compagnie del marito, perché alle donne piace mettersi in mostra. Ogni uscita è dunque pericolosa, si tratta di andare per le strade a passeggiare, o a una festa per danzare, uno spettacolo per divertirsi  in una chiesa ad assistere ad una messa, o a una predica. Perché le donne fanno scatenare i desideri  seducono i cuori maschili e infiammano i sensi.  La donne sono irrequiete e curiose, spinte dal maligno, sono in una continua irrequietezza, in una curiosità mai sopita, instabili che spinge la donna a cercare sempre qualcosa di nuovo, a conoscere cose strane a cambiare spesso opinione, a farsi trascinare dagli impulsi e passioni. Ed anche qui viene tracciata una linea di continuità tra la curiosità di Eva, e l’incauta volontà di Dina [Genesi 34] di vedere cose nuove. I predicatori e moralisti, vedono le donne come uomini mancati, ( questo concetto di uomini mancati, persiste ancora in Freud; “l’invidia del pene”) sono imperfette, perché adeguate solo alla debolezza e all’imperfezione, prive di razionalità e incapaci di governare le passioni.

Il marito deve educare la moglie ad essere operosa, misericordiosa, modesta , sobria, ma soprattutto silenziosa. Anche nella parola scritta le donne sono guardate con sospetto, solo le monache e le donne di alto lignaggio, possono imparare a leggere e scrivere.  Il marito ha il compito/dovere di trasformare una “donna” in una “buona moglie”.

Non so quante donne siano state quiete e silenziose tra le mura di casa o di un convento, ad ascoltare uomini solerti che proponevano precetti e consigli di ogni sorta. Ci sono state, certamente ci saranno state, ma le loro voci non ci sono giunte, ma ci sono arrivate le prediche e ammonizioni dei predicatori.  Le donne dovettero convivere con le parole di quegli uomini, con la loro presunzione e la loro arroganza.  La storia delle donne passa attraverso la storia di queste parole, che le donne si sentivano rivolgere con sbrigativa superbia e insistenza. Tutti si adoperarono da religiosi a laici a elaborare valori e modelli di comportamento per le donne. La storia delle donne è fatta di segregazione e paura.

 

 

Bibliografia:

Georges Duby – Lo specchio del Feudalesimo- Laterza- 1980

Georges Duby – Il Cavaliere, la donna il prete – Laterza – 1982

Georges Duby – Medioevo Maschio, amore e matrimonio- Laterza -1988

AA.VV – Storia delle donne. Il medioevo.  – Laterza  – 1990

AA.VV – Storia delle donne. Dal Rinascimento all’età moderna.  – Laterza  – 1990

Marcello Vannucci- Le donne di casa Medici. – NCE – 1999

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9 risposte a L’anima è di Cristo, il corpo del marito.

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  2. Paolo ha detto:

    per fortuna la società e la concezione del matrimonio è un po’ cambiata (nonostante la sopravvivenza di concezioni arcaiche)

  3. Close The Door ha detto:

    Ogni volta che leggo citazioni di San Tommaso ci rimango di un male !!!

    • IDA ha detto:

      Et pourquoi?
      Io ritengo, per quel poco che conosco, nella teologia morale, Tommaso sia il più razionale. È il teologo che rappresenta meno i suoi contemporanei.. Se in Agostino, le certezze, in Tommaso la ragione.

      • Close The Door ha detto:

        Allora diciamo che San Paolo mi sta antipatico, Sant’Agostino sarebbe quello mistico e mi ci ritrovo meno, San Tommaso appunto mi sarebbe più congeniale e invece di un misogino di pancia mi trovo un misogino che pretende di dimostrare l’inferiorità della donna.

    • IDA ha detto:

      Close The Door.. Ciao.. Come va? È da tanto che non ci si sentiva.. Come ti trovi a fare la mamma?
      Sai, prima che finisca il 2015, sarò “nonna”, ma non mi ci vedo.. non ho ancora la maturità giusta.
      Un’abbraccio!

    • IDA ha detto:

      No.. non mi ci vedevo a fare la mamma, nemmeno gli altri mi ci vedevano.. sopratutto mia madre non mi ci vedeva…e ho pensato, se una come mia madre è riuscita a fare la madre, ci posso riuscire anche io.. comunque ora i miei figli sono adulti, e questo come sia potuto accadere, per me rimane ancora un mistero.. 🙂

    • Luna/Wicca ha detto:

      @ Close the Door: Tommaso d’Aquino era anche convinto che nella femmina non ci fosse “L’Imago Dei”, l’immagine di Dio, al 100%: quella vera, al 100% spettava solo al maschio. Infatti:

      “se però consideriamo certi aspetti secondari, allora l’immagine di Dio che è nell’uomo non è nella donna: l’uomo per esempio è principio e fine della donna, come Dio è principio e fine di tutta la creazione”.

      A Tommaso di deve anche la giustificazione al perché il dio cristiano si sia fatto solo maschio:

      “Il sesso maschile è più nobile di quello femminile, e perciò Cristo assunse la natura umana nel sesso maschile”

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