Lettera Aperta.

Per noi, obbedire è cessare di vivere nel momento stesso in cui siamo sottomessi a una volontà esterna; è cessare di essere interamente noi stessi; è sminuirci in modo proporzionale a quanto più aumenta la potenza di colui che comanda. È ancora annichilirsi, farsi assorbire da una personalità estranea, essere una forza meccanica, un oggetto, una cosa passiva al servizio di un dominante [Charles Alexandre, Obéir, in AA.VV., Encyclopédie anarchiste, 1934].

 

Ho letto questo post;

http://abbattoimuri.wordpress.com/2014/05/13/le-abolizioniste-dicono-se-le-puttane-muoiono-e-perche-sono-puttane/

Avevo intenzione di mandarle un commento, ma visto che mi veniva troppo lungo, ho pensato di fare una lettera aperta..

 

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Mi dispiace, ma i tuoi sono semplicemente degli sproloqui autoritari. Non argomenti, ma con raffinata retorica cerchi di dimostrare che gli altri sono delle brutte persone, che vogliono cose brutte e di conseguenza solo le tue idee sono quelle giuste. Lo scopo è quella di far valere solo la tua tesi come giusta, chi non la condivide si deve sentire come persona sbagliata o cretina.. Usi termini, in cui seriamente dubito che tu conosca il vero significato.. non basta definirsi antiautoritari per essere antiautoritari, come non basta definirsi anarchici per essere anarchici.  Io inizio ad essere un po’ stagionata, è dal 1980 che faccio parte del movimento anarchico, cambiando e aderendo a molte forme di anarchismo, (credo che tu conosca la differenza tra anarchia e anarchismo) dicevo; ho cambiato forme di anarchismo,   senza mai trovare una casa.. ma una cosa importante l’ho capita subito;  La coerenza del mezzo con il fine, è questo che contraddistingue gli anarchici da tutti gli altri. Per essere antiautoritari, bisogna usare mezzi antiautoritari, non essere autoritari in nessuna forma.. non basta essere ribelli, perché il ribelle, se ha un po’ di fortuna e capacità, sarà il dominante di domani. Per essere ribelli bisogna, non obbedire, ma anche non comandare.. Non obbedire non comandare, chi è capace di comandare, è capace di obbedire. Solo chi sa obbedire, sa comandare; Quindi chi comanda è schiavo e vorrebbe tutti schiavi come lui. Solo la ribellione e la disobbedienza rende liberi. Ma non era di anarchismo che volevo parlare, e ognuno è libero di definirsi anarchico, anche se non lo è o non conosce il significato del termine.

Generalizzazione: Generalizzi, attribuisci idee, pensieri e intenzioni ad una categoria astratta “abolizioniste”.  Chi è che sostiene codeste posizioni? Nome e cognome! In nome di chi parla? Parli di proibire, e quindi non parli delle “abolizioniste”, perché propongono un sistema differente da quello proibizionista che è criminalizzante. Ma fai tutta un’erba un fascio.

È solo strategia retorica: chiunque osi pensarla in maniera diversa dalla tua opinione, la pensa in quel modo. Bianco o nero.. opzioni solo binarie.  E questo è autoritarismo.

La prostituzione in Italia non è un reato, reato è lo sfruttamento e l’induzione allo sfruttamento. Il soggetto della prostituzione, non è la prostituta, i soggetti sono i clienti e i papponi, che oggi chiamiamo imprenditori.. e non sono io, che la faccio diventare oggetto, ma il cliente e l’imprenditore. Il cliente, nel momento stesso della traslazione di denaro, e l’imprenditore facendo profitti sulla vita e la fica delle altre.

La mia opinione, ma non ho ben chiara la tua; è che se una vuole prostituirsi, è liberissima di farlo, ma io come donna, come femminista e come anarchica, rifiuto e combatto lo sfruttamento.

La questione, viene posta sempre in maniera sbagliata, spostando tutta la responsabilità sulla prostituta, deresponsabilizzando in maniera criminale, prima i clienti ma soprattutto l’”imprenditori”, sfruttatori e papponi..

Determinare l’autodeterminazione, di una prostituta è ininfluente nella prostituzione, perché come ho gia detto; è e sarà sempre oggetto. E non sono io a stabilire questo!

Attenzione! Una volta hai sostenuto, che lo sfruttamento c’è solo quando non c’è il consenso.. è una grossa sciocchezza questa. Stai diffondendo le tesi sostenute dal capitalismo più spietato.. Gli operai che lavorano dieci ore al giorno per venti euro, sono sfruttati, anche se loro si credono in quel momento fortunati da aver trovato la possibilità di poter  portare a casa, il pane per i figli. Non sono scelte, sono condizioni. Lo sfruttamento capitalistico, prevede il consenso dello sfruttato, senza consenso si chiama schiavismo…. ma lo dovresti sapere visto che ti dichiari anche anticapitalista..

A questo punto mi pongo anche delle domande:

Tu parli delle sex workers che rivendicano dei  diritti, sacrosanti e legittimi, e sono d’accordo, ma non parli mai di quelle che non hanno voce, che non possono parlare, che non hanno più i documenti perché le vengono sequestrati dai papponi o imprenditori, chiamali come ti pare.. quelle che vogliono uscire, ma sono invisibili per tutti, talmente invisibili che non esistono; lo sfruttamento minorile, ma leggendo i tuoi post non esiste.. ci sono solo quelle autodeterminate.. Come ho l’impressione che per te non esistono gli sfruttatori.. Certo non esistono nemmeno per i giornali; negli obitori della mia zona, si trovano cadaveri di donne non identificate, le poche identificate, sono prostitute provenienti dall’est europeo.. alcune di queste sono state fatte a pezzi con la motosega, per non far individuare che sono stati espiantati organi..i giornali parlano solo del ritrovamento poi nient’altro.. Ecco, quando si parla di prostituzione, si dovrebbe parlare di queste persone, che fanno queste cose, e non delle prostitute.. Lo sfruttamento è sempre un reato contro la persona, che il profitto non può mai giustificare..

Criminalizzare i clienti? No io non sono per criminalizzare i clienti, ma non si deve dimenticare che i clienti costituiscono la “domanda”  del mercato, ed è un soggetto attivo, e quindi non va coccolato e deresponsabilizzato come fai te.. Si calcola che la “domanda” sia costituita da nove/ dieci, milioni di uomini, quindi non tutti, ma solo una parte del genere maschile, e questo ci dice che è un fattore culturale, non biologico. Poi all’interno ci sono tanti “padri di famiglia”, sadici, violenti, assassini e “persone per bene”. Ma non dimentichiamo che ci sono anche quelli che vanno con le minorenni e i pedofili, e l’imprenditore, capace di stare sul mercato fornisce “merce” a questi signori. E tutto tace, in nome della libera scelta? La prostituzione è il frutto del patriarcato, non della donna autodeterminata o no, la donna è solo oggetto. Il patriarcato si manifesta nei clienti e nello sfruttatore, che si deresponsabilizza sostenendo che la donna  lo fa per scelta oppure le donne sono tutte puttane, ecc.. ecc. In oltre  ritengo che sia “mostruoso” legittimare l’acquisto di un corpo, fare mercato del corpo umano non solo è una  violazione dei diritti umani..ma un crimine.

Non voglio criminalizzare i clienti, ma devono assumersi le responsabilità, culturali e sociali, che non possono cadere solo e unicamente sulle prostitute..

 

https://bccida.wordpress.com/2014/02/04/essere-anarchiche-e-femministe-oggi/

http://consumabili.blogspot.it/2014/03/la-versione-del-pappa-e-quella.html

http://resistenzafemminista.noblogs.org/lettera-aperta-delle-sopravvissute/

 

 

 

 

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7 risposte a Lettera Aperta.

  1. http://www.massimolizzi.it/2013/08/la-prostituzione-e-incompatibile-con.html
    La risposta anarchica dovrebbe essere quella di esigere l’ estirpazione di tutte le pratiche di sfruttamento e non di affermare che esse possono essere esercitate in modo sicuro o migliore.

    • IDA ha detto:

      Ma certo, fin dalle origini del pensiero anarchico che è così.. il dominio è uno, ma si manifesta in mille forme, e va combattuto in tutte le forme.. la prostituzione poi, rappresenta vari domini, quello del genere maschile sulla donna, del mercato sulle persone, è il business più sicuro e di alto profitto che fa il capitalismo..

  2. Paolo ha detto:

    io non mi sento anarchico, forse è per questo che il concetto di comando non mi sembra malvagio in sè ma può diventarlo se esercitato in un certo modo (e il Novecento ci ha fornito esempi tragici).
    Comunque natura e cultura e storia sono sempre legati quando si parla di esseri umani: certo che la prostituzione non ha cause “biologiche” ma non mi baserei sui numeri per affermarlo: anche l’omosessualità riguarda solo una parte (minoritaria) del genere maschile e femminile ma ciò non vuol dire che sia dovuta a fattori “culturali”

    • Paolo ha detto:

      comunque ho molto rispetto per l’anarchia..ed è vero che il ribelle di oggi può diventare dittatore domani (vedi Mussolini che era socialista massimalista da giovane) ma non è il caso della blogger di cui parli di cui condivido alcune cose (quando parla contro la censura e le critiche che muove ad una parte del femminismo) e non altre

      • IDA ha detto:

        Si, anche a me, inizialmente, mi aveva intrigato, ma poi anche stancato.. Quello che non mi piace è il suo uso di generalizzare e non argomentare, e il prendere le forme di dissenso, come forme di aggressione nei suoi confronti..
        Di una cosa va dato atto, è riuscita a trovare un nemico, che non è il capitalismo, non è il patriarcato, ma sono tutte le femministe che non la pensano come lei.. e ci mette dell’impegno in questa sua guerra personale..

    • IDA ha detto:

      Una cosa è l’orientamento sessuale, un’altra la mercificazione del corpo.. In più va detto che la bisessualità, è molto più diffusa di quello che in genere si crede, sopratutto in ambito femminile, ma scompare, perchè non rientra nella sfera del piacere maschile, per esempio hai notato che quando si parla di omosessualità si parla sempre e si intende i gay, le lesbiche non esistono? Ma qui si entra in un altro argomento..

  3. Paolo ha detto:

    a me le critiche a certo femminismo alla Dworkin-MacKinnon e simili, e a certo “moralismo” che si vedo in parte presente sul tema del corpo femminile, sembrano centrate e pertinenti..poi però esagera ed estremizza troppo su altri temi (ad esempio i padri separati).
    Le lesbiche esistono e anche la bisessualità..non sono gli orientamenti sessuali statisticamente più diffusi però esistiono e ultimamente se ne parla

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