I casi Merie e Kristina.

Marie TrintignantKristina Rady

 

 

Vilnius, in Lituania, estate 2003, l’attrice Marie Trintignant, si trova li, per girare un film: Colette; una donna libera,  diretto da Nadine Trintignant.

La notte tra il 26 e il 27 luglio, viene raggiunta dall’ex fidanzato Bertrand Cantat, cantante del gruppo “Noir Désire”.   Tra i due scoppia una lite, dovuta alla gelosia del cantante, che degenera in violenza. Cantat colpisce più volte la donna con dei pugni, riducendola in fin vita. Ma non chiama aiuto, la porta sul letto e si addormenta senza rendersi conto delle condizioni di Marie.  La mattina dopo l’accompagna in ospedale, ma per lei è ormai troppo tardi. Nonostante due operazioni chirurgiche, l’attrice entra in coma e muore il 1° agosto.

Bertrand Cantat viene accusato di omicidio preterintenzionale e viene condannato dai giudici lituani a otto anni di carcere. Il cantautore ne sconta quattro presso il carcere di Muret, vicino a Tolosa, poi viene rilasciato in libertà condizionata. Fino al 2010 è sottoposto a diverse misure di controllo, poi è definitivamente libero.

La versione di Bertrand Cantat, è che lui le ha dato uno schiaffo, e lei cadendo ha picchiato la testa nel termosifone. Ed era troppo ubriaco da rendersi conto delle reali condizioni di Marie. ( per l’omissione di soccorso.)

l’Istituto di Medicina Legale, al termine dell’autopsia di Marie Trintignant, raggiungono un risultato molto diverso. Secondo loro, Marie Trintignant aveva ricevuto un totale di “19 cazzotti di cui 4 in faccia, ” Aggiungono, inoltre, che l’emorragia cerebrale fatale al l’attrice è stata causata dal cazzotto al sopracciglio destro.

I difensori del cantante, hanno costruito la difesa sull’amore del rocker e della storia attrice. La passione di lui, è “l’atteggiamento isterico  di Marie Trintignant”, che hanno causato i colpi mortali.. Marie aveva quattro figli da relazioni precedenti, e questo, la vita sessuale di Marie troppo libera, giustifica la gelosia di un cantante troppo innamorato.

La difesa vince:  “omicidio sotto l’influenza della passione “.

All’uscita dal carcere, alla fine del 2007, Bertrand aveva ritrovato ad attenderlo l’ex moglie, letterata e traduttrice di origine ungherese, madre dei suoi due figli, Kristina Rady appunto, che lo aveva sempre difeso e affiancato durante il processo e la detenzione, nonostante si fossero separati nel 2002 a causa di Marie.

Nel gennaio 2010 venne ritrovata morta suicida.

Kristina, lascia delle registrazioni nella segreteria telefonica dei genitori e di alcuni amici; dove la donna piange e racconta dettagli su “questo incubo che lui chiama amore” portato avanti a suon di botte e intimidazioni. :  ‘Ieri ho quasi perso un dente — il 3 luglio 2009 Kristina registrava nella segreteria telefonica dei genitori i particolari di quel legame senza pace —. Il mio gomito è totalmente tumefatto e si è perfino rotta una cartilagine”. … “in più occasioni sono sfuggita al peggio. Secondo me, Bertrand è pazzo”.  Aggiungeva che non avrebbe potuto comunque abbandonarlo perché lui si sarebbe ucciso, e lei non voleva che i loro figli restassero senza padre. Ma il 10 gennaio del 2010, sei mesi dopo aver lasciato quel messaggio, è stata Kristina a impiccarsi nella loro casa di Bordeaux, e a lasciare i figli senza madre.

La telefonata ora potrebbe portare l’ex cantante dei “Noir Désir” di nuovo davanti ad un Tribunale con l’accusa di istigazione al suicidio.

Come ha reagito lui?

«Sono accuse inaccettabili», ha detto Bertrand Cantat a Les Inrockuptibles. «So benissimo che uccidendo Marie ho fatto l’irreparabile, non ho mai negato le mie colpe, le mie responsabilità. Ho accettato quanto deciso dalla giustizia, ho scontato la pena. Ma non posso accettare che a partire da quella tragedia si arrivi a muovere queste accuse deliranti e inaccettabili»

«Tornare a sognare è impossibile», ha detto Cantat. «Provo un grande rimorso, che ho cercato di trasmettere anche alla famiglia di Marie, ma senza riuscirci». Il padre di Marie, l’attore Jean-Louis Trintignant, non l’ha infatti mai perdonato.

Un’avvocatessa di Parigi, Yaël Mellul, ha pronto un ricorso da presentare alla procura di Bordeaux perché riapra il caso in base ‘agli elementi emersi, che gettano una nuova luce sul suicidio di Kristina. Se quelle violenze saranno accertate, occorrerà stabilirne il nesso con il suicidio che è seguito’”.

L’avvocato del cantante, Aurelien Hamelle, minimizza i rischi giudiziari del suo cliente: “Yaël Mellul, pur specializzata in casi di violenza domestica, agisce come ‘militante’, senza nemmeno un mandato della famiglia di Kristina. Inoltre non è facile dimostrare che è stato Bertrand, con i suoi maltrattamenti fisici e psichici, a spingere Kristina al suicidio” […] “Ma questa nuova ondata di pubblicità negativa non poteva arrivare in momento peggiore per l’ex voce dei ‘Noir Désir’ che si appresta a pubblicare in novembre il suo primo disco da solista. Un ritorno molto atteso dai suoi fan, un passo decisivo verso la ricostruzione della sua vita e della sua carriera. Finché la voce di Kristina non è riaffiorata dal passato ad accusarlo”.

 

Di questa storia ho cercato di narrare solo i fatti, astenendomi da commenti ed opinioni.

 

Per maggior informazioni:

http://www.vanityfair.it/show/cinema/2011/04/09/trintignant-cantat#?refresh=ce

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/09/23/news/bertrand_cantat-67113907/

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/12/la-maledizione-di-cantat-si-uccide.html

 

http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/trintignant/romagnoli/romagnoli.html

http://lci.tf1.fr/france/societe/bertrand-cantat-sur-la-mort-de-marie-trintignant-j-ai-commis-l-8297302.html

http://www.isabelle-alonso.com/yael-mellul/

http://www.lexpress.fr/actualite/societe/justice/suicide-de-l-epouse-de-cantat-le-parlement-europeen-saisi_1301763.html

 

 

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6 risposte a I casi Merie e Kristina.

  1. Paolo ha detto:

    dico che quest’uomo non sa amare davvero, e ha dei seri problemi con l’altro sesso. Spero che stavolta venga condannato ad una pena più giusta

  2. Michela Poser ha detto:

    fai il paio con il post sul peccato originale: quella puttana che aveva quattro figli da relazioni precedenti… troppo libera…

  3. IDA ha detto:

    Paolo, il mio non era un giudizio sulla gelosia… lo so che è legittima, non si può giudicare la vita sessuale di una persona, per individuare moventi di gelosia, e con questi giustificare la violenza..

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