Il Peccato Originale.

Lineamenti  semiseri  di: storia della prostituzione.

Toulouse_Lautrec_A-Montrouge_Rosa_la_Rouge

La donna; fin dalle origini, è terreno di caccia riservato a coloro che cercano di unire i due estremi, sesso e quattrini, godimento e sopravvivenza, animalità e sovraumanità.  Il dominio ha prodotto la prostituzione come produzione di forza lavoro femminile, rendendolo corpo- offerente.  La prostituzione è un settore marginale, ma è la chiave dell’economia mondiale, è il cuore di ogni periferia del sistema.  Fare il processo alla prostituzione è farlo al capitale e al dominio . L’approccio che qui ne faccio, è lontano anni luce da qualsiasi pretesa scientifica o storica, lontano anche  da ricerche di archivio o bibliografiche.

“È il mestiere più antico del mondo”: tale costatazione sarebbe fondata sull’universalità storica della prostituzione, dovuto all’immutabilità, attraverso i secoli del concetto della donna.  Le relazioni si sarebbero fondate unicamente su uno scambio di risorse e di beni, comprese  le donne come corpi, riproduttivi o di godimento.

Concretamente;  la tua donna in cambio di tre cammelli, tua figlia in cambio di dieci pecore.  Il corpo della donna come il meritato riposo del cacciatore, del guerriero, del cavaliere o del cretino qualsiasi.

 

 “È il mestiere più antico del mondo”: Se si accetta tale costatazione, la donna sarebbe dunque apparsa nella storia come prostituta e la società sarebbe nata dalla prostituzione della donna come un fatto naturale, biologico. Si può ipotizzare che la prostituzione sia stata il fatto determinante,  per la prima costituzione della prima società umana, della comunicazione e del linguaggio Questo spiega anche quel tipo di insulto che una donna, prima o poi, riceve. Sei donna, dunque puttana.

Il peccato originale parte da Eva, “partorirai con dolore e sarai chiamata puttana”. Tutto questo per una mela, pensiamo un po’, cosa sarebbe successo a noi donne se invece di una mela, per ammazzare il tempo si metteva a fare le rapine come la sua omonima, compagna di Diabolik?

Ma ancora oggi: “Puttana Eva!” Si dice. “Pappone d’Adamo!” Non si dice.

“È il mestiere più antico del mondo”: Se si accetta questa affermazione, che ci narra  dell’ossessività degli uomini per il sesso veloce, rubato, razziato ed imposto,  di uomini protettori,  partigiani del pappare, che hanno e continuano a parassitare il corpo delle donne, e della loro  logica malvagia, che ci butta in faccia come un rimprovero: “puttana”.

La differenza biologica, tra uomo e donna, invece di farci scivolare sulla superficie della materialità cosmica del godimento; gli uomini preferiscono passeggiare sul corpo delle donne che poi chiameranno “passeggiatrici”. In ogni caso nella prostituzione, non c’è posto per la razionalità, quanti filosofi tedeschi si sono ammazzati nel tentativo di trovarla, mentre la moglie sbucciava le mele per la marmellata, e quanti filosofi tedeschi in compagnia di Schopenhauer  e Nietzsche si sono persi nella palude confondendosi con la palude stessa?

Passiamo all’argomento; la Storia della prostituzione.

La storia della prostituzione,  ci ha regalato tanti capovolgimenti ideologici: In alcune società, così dette primitive, la prostituzione femminile, serviva ad ostentare il diritto naturale di un uomo a possedere una donna, e cederla all’ospite di passaggio.  (prostituzione ospitale.)

Nell’”Antico Testamento” la prostituzione non è più il destino di tutte le donne, ma la sorte di alcune.

Ad Atene il “postribolo” fatto costruire da Solone, rappresenta il controllo centralizzato, che cattura i flussi di denari, di cui fino ad allora erano stati beneficiati i sacerdoti nei templi. ( prostituzione sacra). Poi c’erano le etere e pornai.

Nel “Nuovo Testamento” la prostituta,  si trasforma, non più unicamente in corpo passivo atto solo a ricevere, ma segnata dalla lussuria sfrenata, provocatrice e corruttrice di bravi padri di famiglia. La nuova morale imponeva una donna che incarnava la natura buona, madre e vergine, contrapposta alla peccatrice, lussuriosa e tentatrice. Penso che l’assoluzione di  Gesù  a  Maria Maddalena, sia un tentativo di contrapporsi a questa morale.

Ma tutto questo è una successione di stati evolutivi:  Le donne prima sono tutte puttane, poi nell’antica Roma, nascono puttane e muoiono puttane, ma con una distinzione, tra “puttane pubbliche” e “puttane private” quelle sposate.

Nel  Medio Evo, le prostitute sono accettate nella società, perché la loro natura, che le ha volute lussuriose  e tentatrici, testimoniano l’esistenza del demonio e la grandezza divina.

Nel Rinascimento diventano “Cortigiane Rispettabili”, come nell’antica Grecia, che suonano e cantano versi,  che frequentano artisti, letterati, papi e principi. Mentre le prostitute, le altre, si sono nascoste nei vicoli, fin dall’alto medio evo.

L’inquisizione bruciava le streghe, in una società torturatrice e stupratrice di donne già  schiave in una società carcere.  Jus primae noctis, dei signori sulle contadine, la discriminazione sociale verso le donne e la povertà, spingono nel corso dei secoli, moltissime donne al vagabondaggio ed a offrirsi, vanno di villaggio in villaggio, adeguando i loro calendari ai mercati, fiere, pellegrinaggi e ai grandi lavori agricoli, o alle grandi opere tipo; costruzioni delle cattedrali. Oppure ingaggiate da mercanti che le usano non solo per il proprio spasso ma anche come fonte di lucro. Ma è nell’ambito urbano, che la prostituzione viene valorizzata, in ricordo della romana “casa lupanara” o “buon Ostello “ medievale, si perfezionano le tecniche di sfruttamento, case gestite dalla pubblica autorità, signorili o municipali, gestite da tenutarie, che avevano anche il compito di reclutare sempre nuovi corpi femminili.  Ed hanno inizio regolamenti e norme, con lo scopo di estirpare la prostituzione, proibendola, denunciandola come piaga sociale, pericolosa per l’ordine pubblico, ma hanno l’unico fine di comprimere il campo delle attività della prostituta, controllandola, rinchiudendola nei “bordelli” a garantire i profitti ai tenutari e amministrazioni pubbliche. Dal medioevo al 900, c’è tutta una storia da scrivere usando come fonte unica i bandi municipali, editti e leggi, con prescrizioni del suo uso, quando si esercita al di fuori della legge, cioè fuori dallo sfruttamento.  La società, metterà in prigione le prostitute che imbrogliano nel gioco tutto maschile, la libertà di “sbattersi” una donna e farne profitto.

Assoggettamento dei costumi: uno dei punti trattati abitualmente nelle ordinanze, e dai decreti delle autorità, riguarda l’abbigliamento, un costume un’insegna che servono a distinguerle, a fissarne un’immagine sociale. L’obbligo di portare un costume o un segno particolare, ne perpetua l’esclusione, la stigmatizzazione, l’anormalità e l’estraneità dal corpo sociale. L’interdizione  da ogni eccentricità del costume, o nell’esporre troppo la “merce in vendita”, creando per loro, un abbigliamento anonimo ed uniforme, soffocando così lo scandalo e la provocazione. L’abbigliamento è il disprezzo della gente nei loro confronti, Voltaire, parla di una prostituta parigina, che cercò di affrancarsi dall’abbigliamento, fu arrestata, violentata dalle guardie e dai detenuti, due giorni dopo uscì dal carcere, si, ma morta. A partire dalla metà dell’ottocento, le prostitute, non furono più infastidite con questa storia dell’abbigliamento.

La storia della prostituzione, si fonde con la storia delle donne. È una storia, fatta di negazioni, umiliazioni, mortificazioni e discriminazioni. Quelli che invocano la prostituzione, non riescono mai a descriverla, ne la storia, ne la prostituta, ma solo ad affermare il diritto di poter utilizzare, per il proprio piacimento, un’altra persona

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Prostituzione, Sociologia", Storia. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Il Peccato Originale.

  1. Michela Poser ha detto:

    Chissà forse bisognerebbe fare della figura della prostituta qualcosa di simbolicamente potente, al punto da svelare e rompere gli schemi che sottende.

  2. Michela Poser ha detto:

    A volte le “creature” si ribellano…

  3. IDA ha detto:

    Il golem, che si mangia il creatore? Magari! Comunque si la ribellione è l’elemento essenziale, deve liberare tutte le donne, liberare le donne dall’essere oggetto, la prostituzione non ha più ragione di esistere.. è questo quello che non mi convince nella “prostituta autodeterminata”, il fatto che rimane sempre oggetto.. Abbattere lo stigma che circonda le prostitute e tutte le donne, sono d’accordissimo, ma non so se questo possa fare della prostituta un qualcosa simbolicamente potente..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...