La Derelitta.

42 botticelli - la derelitta

Una volta tutto era molto più facile, una moglie, veniva “ripudiata”  tolti i figli e buttata fuori di casa, con i tre stracci che possedeva. Non c’erano gli avvocati, tanto meno quelle nazi-femministe di oggi, nemmeno le donne malevole, non dovevano neppure ingegnarsi ad inventare disturbi vari come PAS.

I motivi del ripudio,  erano vari, poteva essere l’adulterio, o poteva essere accusata di non portare rispetto al marito..

Chi l’accusava?  Il marito!

Chi la giudicava ed emetteva la sentenza? Sempre il marito.  Semplice no!

Non c’era tutta questa burocrazia, giudici, avvocati, tutto molto semplice e lineare.

La donna ripudiata non poteva nemmeno fare ritorno nella casa paterna, perché il disonore era tale, che veniva ripudiata anche dal padre. In pratica era una condanna a morte. In antichità era molto usato “il ripudio”, in alcune parti del mondo c’è ancora oggi..

“Ma io vi dico che chiunque ripudia sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio” – Matteo, 19:9

In base a questo passo, la Chiesa permetteva la consuetudine del “ripudio” per motivi di adulterio, ma il marito non poteva risposarsi almeno fino a che la ripudiata era in vita. Ma bastava aspettare..

Perché dico tutto questo?

La consuetudine del “ripudio” mi è venuta in mente, grazie ad un link postato da Ricciocorno,  che ora ripropongo qui:

–       “Cercava semplicemente di far valere i suoi diritti che anche il giudice le aveva riconosciuto e invece ieri è stata arrestata per stalking. Accade a Poggibonsi dove abita la signora, 50 anni, madre di due figli. La donna è divisa dal marito e sulla sentenza di divorzio è scritto che l’ex le deve passare mensilmente gli alimenti per la cura e il benessere dei loro figli. Lui, invece, dallo scorso mese di dicembre non le dà più un centesimo. Lei per vivere è costretta a fare mille lavori pur di andare avanti. La femmina studia, mentre il maschio aiuta in casa per quanto gli è possibile. La quotidianità per questa donna e i suoi figli non è facile e spesso è faticoso arrivare in fondo al mese. Una storia già rivista purtroppo e ogni qualvolta è vissuta dai protagonisti con sofferenza e grandi difficoltà.

–       La cinquantenne poggibonsese più volte ha chiesto all’ex marito di provvedere, ma lui ha continuato a non darle i soldi pur essendo obbligato. La donna esasperata per le sue difficoltà economiche che stridevano con il look di lusso dimostrato dall’uomo (abiti e scarpe firmate) lo avrebbe aspettato sotto casa e gli avrebbe detto «Ehi bello, dacci i soldi che ci devi. Servono per andare avanti a me e ai tuoi figli». La cosa si sarebbe ripetuta nel tempo e ogni qualvolta accadeva lui telefonava alle forze di polizia e diceva che la sua ex si era di nuovo fatta viva. E’ successo anche ieri pomeriggio. E così dopo l’ennesimo tentativo di riprendersi quanto le spettava sono arrivati gli uomini in divisa.

–       La cinquantenne in quel momento era sola in casa. Appena ha capito cosa stesse accadendo ha chiamato subito l’avvocato che l’aveva seguita nella causa della separazione. Il legale ha cercato di far capire agli investigatori che non c’erano gli estremi dello stalking, ma le ragioni del legale non hanno evitato che la donna venisse portata nel carcere di Sollicciano. Questa mattina l’avvocato farà tutti i passi necessari per far tornare a casa questa madre di famiglia. Forse la donna ha sbagliato a comportarsi a quel modo, ma lei era in buona fede e cercava solo di farsi dare gli alimenti dal marito che da tre mesi si è «dimenticato» quanto deciso dal giudice.”

Ma il marito ci racconta tutta un’altra storia, che trovate qui:

“ […] che la ex moglie si sarebbe macchiata, dal 2011 a oggi, di numerosi comportamenti persecutori nei suoi confronti, la cui origine sarebbe da far risalire alla separazione tra i due nonché a un presunto nuovo legame sentimentale dell’uomo.” […] arresto che il Gip del Tribunale di Siena ha convalidato, applicando alla donna – rimessa in libertà – la misura cautelare del divieto di avvicinarsi a meno di trecento metri dall’abitazione familiare e dal luogo di lavoro delle due persone offese, nonché di qualsiasi altro luogo da esse abitualmente frequentato, e di cercare di mettersi in contatto con le persone offese attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione.”

Ora io non voglio emettere giudizi, chi ha ragione chi ha torto, non m’ interessa, questo fatto dimostra che non è vero che in caso di separazione le donne sono superprotette, ma in genere, sono quelle economicamente più deboli.. e più facile da ricattare.

Due note sul quadro che illustra questo post:

S’intitola, “LA DERELITTA”, di Sandro Botticelli. (1445-1510), a dire il vero l’attribuzione è molto controversa; inizialmente era stato attribuito al Masaccio poi ad Filippino Lippi, ma oggi gran parte della critica ufficiale lo attribuisce a Botticelli.. ll quadro rappresenta una scena biblica, Tamar, che è stata violentata e di conseguenza ripudiata e allontanata dal fratello Amnon. Come sempre, se una donna viene violentata la colpa è sua, lo dice anche la bibbia.

Questo quadro esprime il dramma di un essere umano, offeso e abbandonato nella solitudine,. La severità della struttura architettonica, la porta chiusa, la mancanza di uno spiraglio di cielo, se non quello sopra la porta chiusa, la mancanza assoluta di vegetazione, una scenografia fredda che non lascia speranza, e i pochi stracci buttati ai suoi piedi narrano, l’ultima umiliazione subita dalla ragazza, trasformandola in un relitto… come molti dipinti di Botticelli, vanno oltre l’apparenza, ed hanno una carica espressiva, inusuale per il suo tempo.

 

 

 

 

 

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Una risposta a La Derelitta.

  1. mikiciccio ha detto:

    Per un uomo, spero per molti, leggere queste cose provocano sempre un profondo senso di colpa … l’unica cosa che può fare però é di non contribuire a tramandare comportamenti e ragionamenti fuori dal tempo e dalla giustizia ma quel senso di colpa e rabbia non passa.
    (Il tuo lato da divulgatrice-critica dell’arte mi piace assai)

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